Di Marco, top manager a Parigi, fa la chef come secondo lavoro
Veronese, direttrice qualità della Haleon, nel weekend organizza cene per il jet set e lezioni

A Parigi risiede una top manager veronese che da qualche tempo ha avviato una seconda vita professionale, diventando chef di grande successo nella capitale francese, oltre che nella sua Verona. Si tratta di Valentina Di Marco, che dopo più di un ventennio da dirigente nel Gruppo Glaxo Smith Kline si è vista offrire dall’azienda una nuova opportunità professionale a Parigi: direttrice qualità della controllata Haleon.
Così Di Marco ha fatto le valigie, è partita per la Francia e ne ha approfittato per coltivare la sua passione per i fornelli. In breve ha conseguito il Diploma di cucina francese presso il Lycée Tirel, il Certificato di pasticceria alla famosa scuola “Le Cordon Bleu” ed infine il prestigioso diploma di cucina alla scuola del mitico Alain Ducasse a Parigi.
«Oggi dedico i miei week end alla cucina, organizzo catering e lezioni, ma spesso – confida Valentina Di Marco - sono chiamata in case private da sogno a Parigi per cucinare per personaggi molto noti, italiani d’origine e internazionali». Sui quali vuole mantenere la riservatezza, ma tra questi ci sono anche attori, cantanti, personaggi del “jet set”. Insomma, si tratta di una manager, laureata in Economia a Venezia, che cinque giorni su sette si dedica a progetti sulla qualità, a misurare le performance degli stabilimenti e a calcolare il ritorno sugli investimenti. Poi, dal venerdì sera, indossa il grembiule e si mette ai fornelli, oppure in cattedra per insegnare cucina italiana e francese.
Tra i suoi exploit anche la vittoria del Grand Prix per il concorso "Colori e Sapori del mondo" al Cordon Bleu 2024 quando, in coppia con un’indonesiana, ha battuto in finale altre dieci coppie da tutto il mondo. Oggi ha la sua piccola azienda “Ad Astra” e un suo sito internet https://www.valentinainparis.vip/ in cui si definisce «un'italiana a Parigi, appassionata di gastronomia, arte e del bello e del buono in ogni sua forma». Racconta che la giornata più divertente è stata quella in cui ha insegnato a un’intera famiglia statunitense, in inglese, a preparare macaron, croissant e pain au chocolat. Recentemente ha organizzato il “catering invisibile” per una vendita d’asta da record di abiti di Martin Margiela a Parigi.
Valentina Di Marco è impegnata anche nel sociale, volontaria per la Croce Rossa e al Refettorio di Parigi, dove ha partecipato al progetto “Food For Soul” dello chef stellato Massimo Bottura, grazie al quale grandi cuochi si alternano spesso in cucina come volontari. «Insomma, impegnata e anche felice – conclude Di Marco – ma ho Verona nel cuore, dove sono nata e vive mio marito. Ho una scorta di biglietti aerei su cui contare, per tornare spesso. Anche qui in Veneto lavoro ai fornelli, come a “L’altro soufflé”, dove insegno a preparare la tarte tatin e le madeleines». Quali differenze tra fare la direttrice qualità e lo chef? «Poche – risponde pronta Di Marco – perché bisogna comunque avere lo stesso atteggiamento per assicurare elevata qualità, servizio, presentazione e i migliori ingredienti».
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