Confindustria Est Europa, crescono le richieste di nearshoring delle imprese

Maria Luisa Meroni: «Manodopera qualificata a costi contenuti, vicinato geografico strategico, tempi di consegna veloci e certi fiscalità favorevole: questi alcuni vantaggi per le aziende italiane che vogliono investire a Est»

Federico Piazza
Maria Luisa Meroni
Maria Luisa Meroni

Export e nearshoring in Europa centro-orientale. Aumentano le attività delle aziende manifatturiere italiane in Paesi dell’area Ue come Polonia, Romania e Bulgaria, ma anche in Paesi dei Balcani occidentali extra Ue come Serbia ed Albania. Non solo export e interscambio sono generalmente in crescita in tutti questi mercati, ma negli ultimi due anni si sta anche intensificando la ricerca di aree per investimenti produttivi e logistici e di partner più vicini in una logica di accorciamento delle filiere di fornitura internazionali.

Intervista a Maria Luisa Meroni, presidente di Confindustria Est Europa, che sta lavorando con Confindustria Trento per organizzare una delle prossime tappe del Roadshow nazionale di presentazione delle opportunità di business in oltre 11 Paesi della rete europea centro-orientale.

Presidente Meroni, quali Paesi copre Confindustria Est Europa?

«La nostra Federazione conta ad oggi 11 Rappresentanze internazionali del Sistema Confindustria (Albania, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Macedonia del Nord, Montenegro, Polonia, Romania, Serbia, Slovenia, Ucraina) con oltre 1000 imprese associate. A cui si aggiungerà entro fine anno l’Ungheria. Mercati verso cui si registra un interscambio crescente e a ritmi piuttosto elevati».

Parliamo di interscambio innanzitutto.

«Nel 2021, dati Istat, il valore delle esportazioni italiane di beni in questi 11 mercati nazionali europei ha superato i 40 miliardi di euro (circa il 7% del totale export), trainato dalla Polonia che fa circa 16 miliardi. E importazioni oltre i 35 miliardi, primo partner sempre la Polonia con 12 miliardi. Un trend che si registra in crescita anche per l'anno in corso, stando ai dati del primo semestre 2022 (export 23 miliardi, +22,7% tendenziale; import 20 miliardi, +28%)».

Quali sono i principali settori dell’export e degli investimenti industriali italiani in questi Paesi?

«In Polonia, che è la più grande di queste economie, in testa ci sono meccanica strumentale, metalli, gomma, plastica, mezzi di trasporto. Quello automotive è un settore molto importante, la settimana prossima parteciperemo per esempio assieme ad Anfia ad un importante forum di settore in Polonia. Molte sono le opportunità di business e investimento per le aziende, che possono beneficiare anche di costi più contenuti. Interessanti anche Romania e Bulgaria, dove ci sono le nostre due Rappresentanze di imprese più mature. In Romania, verso cui l’export italiano è di otto miliardi, innanzitutto metalli, meccanica strumentale e apparecchi elettrici. In Bulgaria, oltre ai sopracitati, rilevante è anche il tessile-abbigliamento. Tra i paesi ancora extra Ue, con procedure di adesione in corso, segnalo la buona dinamica della Serbia e, pur con una dimensione più piccola, dell’Albania».

Perché investire in questi Paesi in logica nearshoring?

«Manodopera qualificata a costi contenuti, vicinato geografico strategico, tempi di consegna veloci e certi rispetto a fornitori più lontani, possibilità di produrre direttamente o di avvalersi di partner e fornitori in grado di garantire qualità di prodotto in linea con gli standard manifatturieri italiani, fiscalità favorevole con disponibilità anche di fonti primarie grazie agli accordi commerciali stipulati. E, non secondario, gli incentivi dei Pnrr nazionali in diversi settori, anche rispetto a importanti investimenti in infrastrutture ferroviarie e stradali nazionali e nei corridoi logistici europei che danno opportunità alle nostre imprese della filiera delle costruzioni».

Che cosa sta registrando Confindustria Est Europa?

«Come Federazione stiamo ricevendo moltissime richieste di trovare in questi territori insediamenti per investimenti produttivi, o partner e fornitori. Le nostre Rappresentanze di Confindustria operano a fianco delle imprese giù presenti e di chi volesse intraprendere azioni di investimento o anche solo di ricerca partner in questi Paesi. Rafforzano i rapporti tra le istituzioni del Sistema Italia, svolgono attività quotidiana sul territorio, offrono assistenza alle aziende in vari ambiti tra cui quello molto delicato dell’individuazione delle opportunità di partecipare a bandi nazionali e gare internazionali con fondi europei e del relativo supporto, promuovono la partecipazione delle aziende italiane a eventi business. Tutto ciò con un riferimento serio e rappresentativo, Confindustria, cosa molto importante all’estero per evitare di incappare in realtà poco rappresentative».

Prossimi appuntamenti del Roadshow italiano di Confindustria Est Europa?

«Dopo i recenti appuntamenti in Confindustria Piemonte e Assolombarda, il 28 novembre saremo in Emilia Romagna, e poi per fine anno e inizio anno nuovo stiamo organizzando i prossimi appuntamenti, di cui uno in Triveneto in collaborazione con Confindustria Trento».

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