Trieste Next 2026, inizia il festival della scienza: «Un punto di riferimento oltre i confini della città»

L’inaugurazione venerdì mattina: «L’edizione segna un autentico cambiamento d’epoca, la ricerca non rappresenta più un settore isolato o marginale»

La redazione

«Trieste Next continua a trasformarsi, anno dopo anno, in un appuntamento sempre più radicato nel tessuto cittadino e dal respiro sempre più internazionale». È iniziato Trieste Next 2026, il festival della ricerca scientifica, con il taglio del nastro venerdì mattina in piazza Unità.

Presenti, fra gli altri, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e l’assessore regionale alla Ricerca, Alessia Rosolen. «Trieste Next porta in piazza Unità d'Italia l'eccellenza del sistema scientifico di Trieste rappresentando inoltre un punto di riferimento che supera i confini della città – ha affermato il sindaco Dipiazza –. Ringrazio tutti coloro che in questo modo contribuiscono a dare lustro al nome della nostra città, che sta correndo in questo e in molti altri settori tra cui quello turistico e quello urbanistico. Il festival di Trieste città europea della scienza 2020, svoltosi negli spazi del Porto Vecchio-Porto Vivo, è il simbolo di questo spirito, che ogni giorno continua a rinnovarsi grazie anche a Trieste Next».

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«Il primo pensiero è il sentito ringraziamento a tutti coloro che contribuiscono al funzionamento e al successo dell’evento: volontari, studiosi, esperti e professionisti che consentono di offrire a tutta la cittadinanza una preziosa opportunità di approfondimento sui più importanti temi dell’attualità scientifica», ha dichiarato l'assessore comunale Maurizio De Blasio: «A questo si aggiunge la particolare attenzione a giovani e giovanissimi ai quali vogliamo trasmettere il valore della scoperta e della ricerca, anche attraverso l’invito alla lettura che trova il suo spazio nel premio dedicato al libro scientifico giunto quest’anno alla sua quarta edizione».

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I volontari di Trieste Next (Lasorte)

«L'edizione corrente segna un autentico cambiamento d'epoca, poiché i temi trattati dimostrano come la ricerca non rappresenti più un settore isolato o marginale – ha affermato Rosolen –. Al contrario, la scienza è ormai totalmente integrata nella vita quotidiana, riflettendo pienamente quella visione lungimirante che fin dalle origini ambiva a unire indissolubilmente il sapere scientifico e la trasformazione della società moderna».

La manifestazione, in programma tra oggi e domenica in piazza Unità d'Italia e nelle vie limitrofe del centro cittadino, è dedicata quest'anno alla forma del pensiero e alle interazioni tra cervelli e l'intelligenza artificiale. Argomenti che, come ha sostenuto Rosolen, «valorizzano appieno il senso della ricerca all'interno di una società che cambia. Un sapere scientifico non più fatto di concetti astratti e lontani dalla nostra quotidianità, ma una leva per il futuro sviluppo del territorio».

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