La lezione di Nibali a Sport Business Forum: «Dietro ai campioni c’è sempre la squadra»
Al via l’evento triestino organizzato da Nord Est Multimedia. Giovedì grande protagonista il campione italiano di ciclismo, lo Squalo. Tra gli ospiti anche il velista Benussi e altri volti noti dell’agonismo

Sport e comunità e quindi giovani, impiantistica, vita attiva nella terza età, passaggi generazionali e impresa. Sport Business Forum, il format promosso dal gruppo Nord Est Multimedia (il gruppo che edita anche questo giornale) con Il Piccolo e Il Nordest, ha portato però a Trieste con la prima delle sue due giornate di anteprima anche storie esemplari e grandi campioni.
Vincenzo Nibali e Bobo Vieri giovedì si sono raccontati con generosità, svelando anche ciò che accade dopo la fine della carriera da atleti.
Spirito di squadra
Si è parlato forse soprattutto dell’importanza di fare squadra, nello sport praticato e per farlo praticare, nella tappa triestina di Sbf, che proseguirà poi dal 5 al 7 giugno a Treviso e Belluno per concludersi il 24 ottobre a Gemona del Friuli.
«Dietro al finalizzatore c’è un enorme lavoro di squadra: sono fondamentali i gregari, chi prepara i mezzi, chi studia il percorso, studia il meteo», ha sottolineato Nibali, ricordando il ruolo che Michele Scarponi, travolto e ucciso dal conducente di un camion nel 2017, ebbe nella vittoria del Giro, ormai agli sgoccioli, nel 2016: un piede messo a terra, l’attesa del capitano per sostenerne la rimonta.
Al vincitore del Tour, l’ultimo italiano a riuscirci nel 2014, è spettato chiudere la prima parte della giornata d’esordio di Bsf a Trieste, un pomeriggio denso di ospiti nel palazzo della Regione in piazza Unità d’Italia. Vincitore del Tour e di due edizioni del Giro d’Italia di cui ora è ambassador, Nibali ha parlato, dialogando con il direttore di Bsf Andrea Schiavon, dei suoi esordi da professionista, di quando a essere gregario era lui e di come si imparava dal leader della squadra. «Ora alcune squadre utilizzano l’AI per ottimizzare la preparazione di ogni singolo ciclista e l’istinto non è scomparso, ma sono in pochi a usarlo», ha detto Nibali, parlando di un ciclismo che in dieci anni è cambiato in modo profondo, tra l’evoluzione tecnica dei mezzi e quella dei sistemi di preparazione e gestione delle gare.
Comunità
Fare squadra è però indispensabile anche “a monte”, per rendere possibile che la pratica sportiva sia il più possibile accessibile e diffusa. «Per questo non solo abbiamo investito molto nell’impiantistica, ma anche in nuovi modi», ha affermato l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti parlando del paternariato tra pubblico e privato nei suoi saluti, dopo l’introduzione dell’anteprima di Sbf da parte di Fabrizio Brancoli, vicedirettore dei quotidiani Nem con delega agli eventi.
«Trieste è l’esempio di quanto il mondo del privato abbia saputo inserirsi nel mondo dello sport per potenziarne l’impiantistica e riuscendo a sgravare il pubblico dalla gestione delle strutture», ha aggiunto Roberti, citando il campus ideato da Enrico Samer. Un progetto pensato per rendere lo sport accessibile ai giovani, assieme alla cultura e allo studio, come spiegato ieri dall’amministratore delegato della realtà triestina, Andrea Razzi, ancora impegnato nella carriera da pallanuotista.
Esempi
Un esempio di successo, Razzi, su come coniugare la vita da atleta e una nuova carriera lavorativa. Non è però sempre facile immaginare il “dopo”, quello che segue alla fine della carriera sportiva. Ne ha parlato anche Vincenzo Nibali in un pomeriggio che si è aperto con un focus sugli atleti-studenti e sulle opportunità offerte dal programma dual career su cui l’Università di Trieste sta lavorando per estenderlo a una platea più vasta di ragazze e ragazzi.
«Qualcosa che dico sempre ai giovani è che bisogna avere un piano b, perché la finestra sportiva dura 10-15 anni», ha detto l’ambassador del Giro, rimasto nel settore del ciclismo dopo la conclusione di una carriera durata 18 stagioni. «Quello che ci appassiona può diventare il nostro lavoro», ha aggiunto, citando comunque l’ex compagno di squadra Simone Pozzovivo, ritornate alle gare a 43 anni, forte comunque di due lauree (in economia aziendale e in scienze motorie) e di una terza in arrivo.
Protagonisti
La prima giornata di Sbf si è chiusa all’insegna di un altro campione, il bomber Christian Vieri, in attesa venerdì, sempre al Trieste campus di via Locchi, di coach Dan Peterson che in platea troverà il nemico-amico Bogdan Tanijevic.
Nel palazzo della Regione i protagonisti sono stati anche Ariella Cuk e l’associazione Lunga Vita Attiva, che oggi porterà un centinaio di over 65 a fare movimento alla piscina comunale Bruno Bianchi, e Furio e Marta Benussi, padre e figlia che nella vela hanno la loro passione, ma anche un lavoro. E poi la storia del Leicester City, un Davide capace di vincere dieci anni fa la Premier League inglese.
A raccontarla ci hanno pensato Alessandro Bientinesi, ideatore del podcast Essere Leicester, ed Enrico Bergianti, pure parte attiva nel progetto, assieme al telecronista di Sky Sport Nicola Roggero.
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