L’architettura di un gesto: lo sport secondo i classici

La psicologia della scherma, l’armonia del canottaggio, le origini del calcio: così dieci grandi autori rivelano la geometria profonda dello sforzo atletico dove la disciplina del corpo diventa una forma assoluta di bellezza

Fabrizio BrancoliFabrizio Brancoli

Lo sport è l’architettura del movimento. Una scommessa consapevole, che sfida la gravità con la punta delle dita, scivolando sul ghiaccio o sulla lama di una spada attraverso una rigorosa disciplina. Grandi scrittori hanno spiato e decodificato questa fatica devota, il patto assoluto tra muscoli e mente. Hanno scoperto che dentro lo sforzo più intenso risiede la forma più limpida di bellezza: un’energia vitale e sacra che ci restituisce, intatta, la nostra libertà.

Il canottaggio e la sincronia – Jerome K. Jerome

Tratto da Tre uomini in barca (1889). Analisi della coordinazione e dello sforzo collettivo.

Remare richiede un’armonia assoluta, una fusione di menti e di corpi che rasenta il miracolo. Quando i quattro remi entrano nell’acqua nello stesso identico istante, senza produrre uno schizzo, e i corpi si flettono all’indietro con la precisione di un pendolo, la barca balza in avanti come una creatura viva. Senti la resistenza del fiume che cede sotto la spinta delle tue braccia, senti le vibrazioni del legno e il vento che ti investe. Certo, cinque minuti dopo le tue spalle invocano pietà, la schiena sembra sul punto di spezzarsi. .. ma in quel singolo istante di perfetta sincronia ti senti il padrone del mondo.

L’equitazione e l’intesa con il cavallo – Lev Tolstoj

Tratto da Anna Karenina (1877). La famosa scena della corsa al galoppo di Vronskij e della sua cavalla Frou-Frou.

Vronskij sentiva che la cavalla raccoglieva le sue ultime forze. Non solo le sue zampe battevano il terreno con un ritmo forsennato e regolare, ma ad ogni balzo la sua andatura si faceva più agile, quasi che essa non corresse più, ma fluttuasse nell’aria. Vronskij sentiva che l’animale comprendeva ogni suo minimo pensiero e rispondeva a ogni minima pressione delle redini. In quel galoppo disperato, tra il fango che volava dagli zoccoli dei rivali davanti a lui e il fischio del vento, egli provava l’estasi pura della velocità, sentendosi un tutt’uno con la forza selvaggia della sua Frou-Frou.

Il pugilato come arte e precisione – Jack London

Tratto da Il gioco (1905). La boxe, tra muscoli e riflessi.

Il Gioco era per lui ciò che l’arte è per l’artista. Joe non combatteva per rabbia. Non provava alcuna bramosia di sangue. Sul ring egli era una macchina splendida e precisa. Ogni muscolo del suo corpo teso rispondeva con la velocità del lampo ai comandi del cervello. C’era una bellezza nei suoi movimenti: la schivata millimetrica, il colpo diretto che partiva dritto come un raggio di luce, il gioco di gambe che sembrava una danza aerea. Guardandolo, si capiva che l’uomo stava sfidando i limiti stessi della resistenza umana.

La scherma e il duello mentale – Arthur Conan Doyle

Tratto da Sir Nigel (1906). Un momento di altissima tensione in cui la mente padroneggia la materia attraverso la spada.

I due avversari si fissavano, immobili, con le punte delle spade che vibravano appena, come antenne d’un insetto. Era un dialogo silenzioso fatto di finte, di provocazioni, di impercettibili movimenti del polso. Attaccare alla cieca significava morte certa; difendersi soltanto, una lenta sconfitta. Occorreva calcolare il tempo, indovinare l’intenzione dell’altro prima ancora che il suo muscolo si contraesse. Quando l’affondo partì, fu così rapido che l’occhio faticò a seguirlo: un lampo d’acciaio, il suono secco del ferro che batte sul ferro, e la certezza che la mente aveva battuto la materia.

Il ciclismo come strumento di evasione – H.G. Wells

Tratto da Le ruote del caso (1896). La bicicletta, un mezzo di scoperta e di benessere fisico.

Pedalare lungo le strade di campagna, costeggiando i campi di grano e i freschi boschi di querce, era una vera e propria liberazione dello spirito. Ogni pedalata richiedeva uno sforzo misurato, un ritmo costante che metteva in moto i muscoli delle gambe e faceva espandere i polmoni all’aria aperta. La velocità non era quella folle e spaventosa dei treni, ma un’andatura umana, che permetteva di sentire il profumo della terra e il calore del sole. L’uomo diventava un esploratore del proprio tempo.

Il gioco del calcio delle origini – Thomas Hughes

Tratto da Gli anni di scuola di Tom Brown (1857). La nascita dello sport di squadra nella mischia dei college inglesi.

La palla fu calciata alta nel cielo e l’intera massa dei giocatori si riversò in avanti con un urlo fragoroso. Era un mare di corpi in movimento: si spingeva, si correva, si cadeva nel fango per poi rialzarsi immediatamente. Il fanciullo vide la palla rotolare verso di lui e, senza esitare, si lanciò nel mezzo della mischia. Sentiva i passi pesanti dei compagni alle sue spalle, l’impatto delle spalle contro i petti, il sapore della terra in bocca. In quel caos apparente c’era una bellissima solidarietà: ognuno proteggeva l’altro, uniti dallo scopo comune di spingere quel pezzo di cuoio oltre la linea avversaria.

L’alpinismo e la donna – Mary Mummery

Tratto da Le mie scalate nelle Alpi e nel Caucaso (1895) e dal capitolo dedicato alla prima ascensione femminile del Teufelsgrat (la Cresta del Diavolo). Descrive lo sforzo, l'agilità e il superamento dei pregiudizi.

Salire lungo quella cresta affilata richiedeva un'attenzione continua e uno sforzo che non concedeva tregua. La roccia era fredda e le dita faticavano a trovare un appiglio sicuro, ma ogni passo verso l'alto aumentava la fiducia nelle nostre forze. Si dice spesso che le donne non abbiano la tempra per queste fatiche, eppure l'equilibrio e la leggerezza si rivelano alleati preziosi là dove la forza bruta fallisce. Nel vuoto della parete, sospesa tra le rocce e il cielo aperto, ogni esitazione svaniva: contava solo la precisione del movimento e la ferma volontà di raggiungere la cima con le proprie forze.

Il nuoto e la libertà dell’acqua – Lord Byron

Tratto da Lettere e Diari (1810). La traversata dell’Ellesponto, narrata in prima persona.

Il 3 di maggio ho attraversato a nuoto l’Ellesponto, da Sesto ad Abido. La corrente era terribilmente forte e l’acqua fredda per il disgelo, ma sono rimasto in mare per un’ora e dieci minuti prima di toccare la sponda asiatica. Nuotare in acque libere significa stabilire un rapporto intimo con la natura. Il mare ti solleva e ti avvolge, e ogni volta che emergi vedi l’orizzonte infinito. Non c’è fatica che tenga di fronte alla sensazione di dominare l’onda con la sola forza delle proprie braccia. È una suprema forma di libertà dal peso della terra.

Il pattinaggio e l’armonia invernale – Johann Wolfgang von Goethe

Tratto da Poesia e verità (1811-1833). L’esperienza lirica del movimento sul ghiaccio.

Non appena i primi freddi rendevano il ghiaccio abbastanza solido, io mi affrettavo a calzarvi sopra i miei pattini. Questa attività mi ridonava quella giovinezza e quella freschezza che lo studio e la città sembravano volermi togliere. Volare sulla superficie specchiante, descrivendo ampi cerchi e linee sinuose, mi dava un senso di libertà assoluta. Il vento sferzava il viso, ma il moto continuo riscaldava il sangue. Sul ghiaccio non vi erano più doveri né legami quotidiani: il corpo si muoveva leggero, quasi aerei fossimo, e la mente si perdeva in una sorta di lirica esaltazione del movimento.

La ginnastica, disciplina del corpo – Edmondo De Amicis

Tratto da Amore e ginnastica (1892). L’’educazione fisica e la coordinazione collettiva.

La ginnastica, considerata sotto l’aspetto educativo, non è punto una cosa così semplice e materiale come par che la ritiene la maggior parte della gente. È l’educazione del corpo intesa a stabilire l’equilibrio più perfetto fra le forze fisiche e le intellettuali e morali, a sviluppare nel fanciullo l’energia, il coraggio, la presenza di spirito, la celerità dell’occhio, la prontezza della deliberazione; a formare, insomma, l’uomo robusto, sano e vigoroso, capace di sopportare le fatiche della vita e di difendere, occorrendo, la patria.

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