Verso le Paralimpiadi. De Silvestro: «Orgoglioso di fare il portabandiera. Vorrei essere un esempio»
Il cadorino guiderà la delegazione azzurra venerdì 6 marzo alla cerimonia inaugurale di Verona. «Cortina e l’Italia hanno fatto una bellissima figura alle Olimpiadi, una festa di colori e nazioni. Siamo un’ottima squadra e in tanti possono ambire a conquistare una medaglia»

René ci riprova. Un argento e un bronzo alle Paralimpiadi di Pechino 2022, ora è tempo di concentrarsi su Milano-Cortina 2026. Con un sogno nel cassetto: la medaglia più preziosa, da conquistare sulle piste di casa. Ancora pochi giorni d’attesa per René De Silvestro che del team Italia alle Paralimpiadi sarà non solo atleta di punta nello sci alpino, ma anche portabandiera.
Quali emozioni a pochi giorni dal via?
«Al momento le emozioni si muovono ancora sottotraccia. Ci stiamo allenando tanto tra San Pellegrino e Pozza di Fassa, l’attenzione è più rivolta alla preparazione che all’evento in sè. Oggi torneremo a casa, avremo qualche giorno di riposo in famiglia, poi dal 2 marzo ci ritroveremo a Cortina. Solo lì inizierà ufficialmente la nostra spedizione paralimpica. Essere stato scelto come portabandiera è un grande onore. La sento soprattutto come una grande responsabilità. Vorrei poter diventare un esempio per le generazioni future della realtà paralimpica»
Cosa significa una Paralimpiade sulle nevi di casa?
«Sono felicissimo e sarà bellissimo. Vivo a San Vito e a Cortina mi sento a casa. So già che verranno a vedere le nostre gare tantissimi amici, la mia famiglia. Pressione? No, non la sento e non sarà un problema, anzi. A livello personale posso dire che la presenza di persone care potrà solo aiutarmi nel darmi quella spinta in più. Non sarà certo un freno».
Che evento sono state le Olimpiadi, per Cortina e per tutta l’Italia?
«Posso dirlo? Le Olimpiadi sono state una “figata pazzesca. Di tutte quelle che ho visto, non solo come atleta, sono state di gran lunga le più belle. Hanno offerto il lato migliore dello sport, soprattutto italiano. Cortina è stata una festa di colori e nazioni, il bilancio è sicuramente positivo. Sono convintissimo che quanto visto alle Olimpiadi fungerà da volano per le Paralimpiadi. In tanti ci stanno dicendo che non vedono l’ora di vedere le nostre gare dopo aver assistito allo spettacolo delle Olimpiadi. Per il nostro movimento si tratta del miglior punto di partenza. Mi auguro che tutto questo possa aiutare le nuove generazioni ad avvicinarsi al nostro mondo. Lo sport paralimpico ha bisogno di nuova linfa. Lo sport è motivazione, è vita».
Passando all’evento sportivo, proviamo ad analizzare la nazionale italiana paralimpica ai raggi X?
«Io posso parlare dello sci alpino, il mio sport. E garantisco che siamo un’ottima squadra, che può ambire ad ottimi risultati. Le Paralimpiadi fanno sognare, quindi sognare una medaglia è lecito per tutti. Personalmente dopo Pechino 2022, mi piacerebbe migliorarmi, anche nel medagliere (ride, ndr). Anche dal fondo mi sento di dire che potrebbero arrivare soddisfazioni. Cercheremo di non deludere le aspettative che sappiamo esserci disputando una paralimpiade in casa. Ma come anche già detto, non sarà questa una pressione, bensì una ulteriore motivazione a fare bene».
Dopo aver mostrato il lato più bello durante le olimpiadi, Cortina è pronta ad accogliere gli atleti paralimpici?
«Senza dubbio. Lo spettacolo offerto da Cortina resterà a lungo negli occhi e nel cuore di tutti. Anche di chi ha seguito le Olimpiadi in televisione. Il clima di festa si respira ancora in paese, nonostante le olimpiadi si siano chiuse già da qualche giorno. Sono sicuro che lo stesso clima ci accompagnerà ancora per i prossimi giorni fino all’esordio paralimpico, che per me sarà già il 7 marzo. A tal proposito (ride ancora, ndr) non so bene come farò ad essere portabandiera il giorno prima (la cerimonia di apertura delle paralimpiadi è in programma all’Arena di Verona venerdì 6 marzo), ma per queste paralimpiadi sono pronto a fare anche gli straordinari».
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