Fiamma paralimpica, martedì a Cortina la cerimonia dell’unione
L’evento si svolgerà in centro il 3 marzo con arrivo delle torce alle 19. Tra le tedofore la campionessa di curling ampezzana Stefania Constantini. I timori per le guerre in corso

L’unione della fiamme paralimpiche si celebrerà a Cortina. Martedì 3 marzo, verso le 19, le cinque fiamme provenienti dai Flame festival arriveranno a Cortina d’Ampezzo, convergendo nella suggestiva cerimonia di unione e dando vita a un’unica fiamma paralimpica in Largo Poste.
Il 4 marzo, poi, la fiaccola percorrerà le strade di Auronzo di Cadore, Pieve di Cadore, Longarone, Belluno, Treviso e Mestre, fino a raggiungere Venezia, dove si terrà la prima celebrazione di tappa.
Il 5 marzo continuerà il suo viaggio attraverso Castelfranco Veneto, Asolo, Bassano del Grappa, Thiene e Vicenza, fino a giungere a Padova per la seconda Celebrazione di tappa.
Il 6 marzo, dopo il passaggio a Monselice, Rovigo, Legnago, Nogara e Isola della Scala, la fiamma concluderà il suo viaggio all’Arena di Verona, teatro della cerimonia di apertura dei Giochi paralimpici invernali di Milano Cortina 2026.
501 tedofori
La fiaccola sarà portata da 501 tedofori percorrerà oltre 2.000 chilometri terminando il suo percorso il 6 marzo all’Arena di Verona, pronta a ospitare la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 e dare il via al massimo evento sportivo al mondo per persone con disabilità.
La prime tappe del percorso sono state Torino, che nel 2006 ospitò per la prima volta le Paralimpiadi invernali e Milano, protagonista dei Giochi 2026. A seguire sono state toccate Bolzano, Trento, mentre oggi sarà la volta di Trieste.
Queste giornate sono state definite dal comitato organizzatore “Flame Festival”, eventi pensati per coinvolgere i territori. Parallelamente, il viaggio è stato arricchito dai Flame visit, eventi di piazza organizzati da Allianz e Fondazione Milano Cortina 2026 per ampliare il viaggio della fiamma paralimpica anche al Centro e Sud Italia, con quattro tappe previste di cui Roma e Bari, già passate, Napoli (oggi) e Bologna (domani).
Ansia guerre per il Cip
«C’è tanta ansia perché la situazione internazionale ci sta penalizzando a livello psicologico», afferma preoccupato Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Italiano Paralimpico. «Non siamo sereni, si parla di boicottaggi alla cerimonia di apertura dei Giochi, questa situazione brutta avrà delle ripercussioni sugli atleti e su tutti. Ho sempre pensato che le guerre debbano rimanere al di fuori del mondo dello sport. Noi siamo per la neutralità in casi del genere, lo siamo per tutti perché siamo a 6 giorni dall’inizio dei Giochi e ci sono stati attacchi da parte di Usa e Israele verso l’Iran e viceversa. Sono cose che danneggiano il movimento sportivo e in particolare quello paralimpico che sta iniziando la sua grande avventura».
Sulla possibilità di una tregua olimpica, De Sanctis aggiunge: «Il rispetto deve esserci per tutti e soprattutto per gli sportivi».
«Noi ci dobbiamo occupare della squadra»,conclude, «che è competitiva anche se la parte psicologica è importante. Sarò vicino ai ragazzi per tranquillizzarli e pensare solo a fare risultato. Spero di eguagliare il risultato di Pechino: vincere medaglie è un traguardo importante, superare le 7 sarebbe straordinario».
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