Casa Italia dimezzata, meno spazio per i paralimpici: il caso a Cortina
A Cortina inaugurata Casa Italia per le Paralimpiadi, ma in versione ridotta rispetto alle Olimpiadi: un messaggio triste che hanno notato in molti

E se nemmeno Casa Italia dà il buon esempio... Smantellata per metà. Resta l’area di ingresso, la parte del bar. Ma il lungo corridoio adibito a pinacoteca durante il giorno, e sede per festeggiare gli atleti medagliati la sera, non c’è più. Eliminato tutto. Smantellato e portato via: al suo posto, il bel piazzale con una serie di installazioni dedicate agli atleti paralimpici. E poi il simbolo delle Paralimpiadi, naturalmente, al posto dei Cinque cerchi.
È un messaggio triste, quello dato da Casa Italia. A pochi passi dal quartier generale della Svizzera, al contrario rimasto intatto: così era durante le Olimpiadi e così continua a essere pure adesso, per le Paralimpiadi.
Anche perché l’entusiasmo in città è tanto. Così come nelle sedi di gara. E allora davvero si fatica a capire il motivo alla base di questo ridimensionamento, nel luogo di ritrovo per gli atleti e i tifosi italiani. Ancor più nell’ambito di queste Paralimpiadi, che vedranno in Cortina una sede di gara centrale.
Casa Italia è stata inaugurata ieri pomeriggio. Taglio del nastro con il presidente del Comitato paralimpico italiano Marco Giunio De Sanctis, il vicepremier Matteo Salvini e la ministra della Disabilità Alessandra Locatelli. Occasione anche per festeggiare le prime due medaglie portate in dote da questi Giochi: l’argento di Chiara Mazzel e il bronzo di Giacomo Bertagnolli nella discesa ipovedenti. «Siamo felici» hanno detto entrambi. Promettendo di puntare a un metallo ancora più prezioso, con le prossime gare che li attendono.
Intorno, una partecipazione e un entusiasmo assolutamente non secondi a quelli che erano stati visti durante le Olimpiadi. È così in tutta la città, dove, in effetti, le case pullulano. Si diceva di Casa Svizzera. E poi c’è Casa Austria, che si è trasferita al golf club di Cortina, condividendo gli spazi con Casa Germania, in pieno spirito olimpico. Uno spirito rispettato forse un po’ meno dal biglietto d’ingresso da pagare, senza invito: 199 euro.
E sempre in centro ha aperto Casa Australia, a pochi passi dal ristorante-pizzeria Il ponte. Mentre ha abdicato al suo ruolo Casa Slovenia, il bar-ristorante che aveva accompagnato le serate di centinaia di appassionati durante i Giochi.
Infine, hanno scelto l’area di Fiames, a pochi passi dal Villaggio Olimpico, Canada e Gran Bretagna. Entrambe new entry nel magico mondo delle case: simboli di questi Giochi. —
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