A prescindere dal podio: dieci volti delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026
Da Anna-Lena Forster a Aaron Pike: non necessariamente i più forti, ma gli atleti che, più di tutti, portano in gara la loro vita e i valori dello sport

I record ci portano a trattenere lo sguardo, le medaglie aiutano a imprimere ricordi nel nostro archivio emotivo. Ma alla fine, se proiettiamo l’emozione dello sport nel futuro, nei prossimi anni, a restare veramente saranno le storie. Abbiamo cercato quelle.
Dieci atleti e atlete delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 che portano in gara la loro vita, la poesia del gesto sportivo, il senso di un riscatto, la resistenza quotidiana, il coraggio silenzioso. Qui non si tratta di dilatare la narrativa retorica degli eroi, o magari dei supereroi in calzamaglia; semmai c’è da mostrare al mondo la forza reale di persone che cadono, sbagliano, si rialzano.
Non è detto che questi siano i dieci nomi più forti, non necessariamente li vedremo sul podio della loro disciplina. Ma certo conoscono l’idea di spingere la vita e lo sport vicino ai propri limiti. Talvolta, oltre.
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