Matteo Ronzani, star del curling, debutta alle Paralimpiadi sul ghiaccio di Cortina
L’atleta di Laggio di Cadore restò su una sedia a rotelle dopo un incidente stradale, ma ha trovato nello sport il suo grande riscatto: «Con il monosci sfiorai la convocazione, poi iniziai con le stone. Lavorando non è facile trovare il tempo per allenarmi». Parteciperà al torneo a squadre con l’ampezzana Angela Menardi

Al debutto paralimpico sul ghiaccio di casa guardando a questi Giochi con la consapevolezza di chi ha trovato nel curling una nuova e straordinaria dimensione sportiva. Matteo Ronzani, classe 1980 di Vigo di Cadore, è uno dei pilastri della nazionale di wheelchair curling ed è pronto a dire la sua sul ghiaccio di Cortina.
Legatissimo alla sua Laggio, in questi giorni addobbata con bandiere e striscioni a suo nome, vide cambiare la propria vita quando fu vittima di un incidente stradale negli anni della leva militare; al rientro dal Comelico la vettura su cui viaggiava è uscita di strada. Un momento difficile per il cadorino, costretto alla sedia a rotelle. Ma dopo la riabilitazione la sua salvezza è stata lo sport, iniziando con il mono sci. Matteo non si è perso d’animo anche nella vita extra sportiva, ha completato gli studi da geometra a Belluno e attualmente lavora.
È sempre stato uno sportivo e prima dell’incidente che lo ha portato in carrozzina scendeva come un razzo dalle piste da sci, poi la rinascita tra ghiaccio e stone ed ora il sogno di potersi giocare qualcosa d’importante davanti al proprio pubblico, in quello stadio che lo ha visto esordire nel 2020 prima di diventare, tra le altre cose, pluricampione italiano nel double mix. Ronzani questa Paralimpiade la giocherà però nella competizione a squadre, con tanta ambizione e voglia di fare bene.
Matteo, come ci si sente quando manca pochissimo a questo debutto?
«Se devo essere sincero non sento niente. O meglio, sono tranquillo. Allo stesso tempo so che quando inizieremo a gareggiare sarà un’altra cosa, mi aspetto un’atmosfera bellissima ed un’esperienza tutta da vivere. Forse non me ne rendo nemmeno conto».
Ha fissato obiettivi per questi Giochi?
«L’obbiettivo è quello di puntare in alto. Siamo molto allenati, la squadra è pronta a fare bene, abbiamo lavorato tanto in questi ultimi anni per poter dare il meglio in questo evento. Mi aspetto una competizione molto dura, con tante squadre forti. Il livello è altissimo, d’altronde ci sono persone che fanno questo come lavoro».
Voi invece dovete trovare il tempo da dedicare al curling, visto che non siete dei professionisti.
«La Federazione però ci ha aiutato tantissimo in questi ultimi anni, con un supporto non da poco. Abbiamo fatto un sacco di tornei di livello internazionale. Anche fino a qualche settimana fa eravamo in giro per il mondo e ci siamo comportati bene, giocandocela con tutti».
La prima sua passione però è stata lo sci alpino?
«Nel 2000, dopo l’incidente stradale che mi ha costretto in carrozzina, ho provato a cimentarmi nel monosci. Mi piaceva sciare, sono sempre stato uno sportivo e non nego che sono stato vicino ad essere convocato alle Paralimpiadi sia a Vancouver che a Sochi. Per vari motivi non ce l’ho fatta, lo sci richiede tanto allenamento e tanto tempo. Non è facile conciliare lavoro e sport».
Ed il curling quando è entrato nella sua vita?
«Nel 2017 mi hanno convinto ad iscrivermi nella squadra di Cortina, per fare numero diciamo. Poi mi sono appassionato, avevo più possibilità di allenarmi perché essendo all’interno potevo farlo la sera e poco alla volta mi sono dedicato sempre di più a questo sport fino alle prime convocazioni in nazionale».
Cosa le piace di più di questo mondo?
«Sicuramente la compagnia. Stiamo molto bene tra di noi ed ho avuto la possibilità di girare il mondo per praticare questo sport. Il curling è precisione e strategia, mi affascina molto sia il lato tecnico che quello mentale di questa disciplina».
Cortina è pronta ad ospitare dei Giochi paralimpici?
«Non saprei rispondere con certezza a questa domanda. Me lo auguro. Sono state fatte tante cose, tante devono ancora essere fatte. Diciamo che Cortina non è molto semplice per noi disabili, ci sono ampi margini di miglioramento a livello di accessibilità. Anche le piste che avevamo per allenarci non erano proprio comodissime, mi sono trasferito a Claut e la struttura lì era già migliore».
L’Olimpico però ora è uno spettacolo.
«È vero. Ho assistito ad una partita della nazionale femminile alle Olimpiadi, mi è sembrato molto ben preparato e l’atmosfera era pazzesca. Spero ci sia questo clima anche nei prossimi giorni per le nostre partite, noi siamo pronti a questa avventura e vogliamo sognare qualcosa d’importante».
Il debutto a squadre dell'Italia nelle Paralimpiadi è previsto per sabato 7 marzo alle ore 18.35 contro il Canada. Il round robin proseguirà fino al 12 marzo con altre otto partite, poi spazio a semifinali e finali. —
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