Martina sulla neve, con gli occhi di Ylenia: «Vogliamo godercela»
La 21enne ipovedente di Begliano (Gorizia) è l’atleta più giovane della spedizione paralimpica azzurra dello sci alpino. In pista scenderà con la guida Ylenia Sabidussi, di Tarvisio

Sarà ancora una volta l’atleta più giovane della spedizione paralimpica azzurra dello sci alpino. Ma questa volta ci sarà tanto più tifo a supportare lei e la sua fidata guida. La 21enne Martina Vozza, ipovedente di Begliano (Gorizia), e la 30enne guida tarvisiana Ylenia Sabidussi (gli occhi di Martina), saranno il faro del Friuli Venezia Giulia alle Paralimpiadi di Cortina.
Le due tesserate della SportXAll Hans Erlacher Team di Monfalcone, dopo aver bagnato il debutto ai Giochi paralimpici nel 2022 a Pechino, sono pronte per presentarsi al cancelletto dell’Olympia delle Tofane più agguerrite che mai nella categoria Visually Impaired-classe AS2.

L’albinismo e gli infortuni
Martina Vozza è affetta da albinismo. L’assenza di melanina nel corpo le ha provocato dei problemi nello sviluppo del sistema ottico rendendola ipovedente: quando indossa gli sci ai piedi, sulla neve riesce a distinguere solamente delle macchie. E, quando scia, la sagoma di chi solitamente sta davanti a lei, ossia la sua guida, Ylenia Sabidussi. Guida che tramite un interfono, simile a quelli utilizzati dai motociclisti, dà i comandi a Martina sul come orientarsi in pista.
Un “hop”indica l’inizio di una curva. Poi, le altre fondamentali comunicazioni: quando ci sono dossi, cambi di pendenza e soprattutto cambi di luce che per Martina sono una insidia costante e il pericolo più grande da superare quando sfreccia sulla neve. Vozza ha già subito due gravi infortuni nella sua giovane carriera. Nel febbraio del 2023 la rottura del crociato anteriore e del collaterale mediale del ginocchio sinistro; stesso identico infortunio nel febbraio del 2025.
La freccia Martina
«Un’Olimpiade in casa? È qualcosa di indubitabilmente speciale: gareggiare davanti alla famiglia, agli amici e al pubblico italiano sarà tutt’altra esperienza rispetto a Pechino. Ci sarà più calore attorno a noi. E io sarò quattro anni più grande rispetto al debutto cinese».
Martina Vozza è carica. L’atleta di Begliano, frazione del comune di San Canzian d’Isonzo, dopo aver recuperato dall’ultimo infortunio al crociato, da mesi ha messo da parte i libri di Scienze motorie per concentrarsi al massimo sull’appuntamento sportivo (e non solo) più importante degli ultimi quattro anni.
«Tornerò a studiare tra qualche settimana, in questo periodo ero davvero presa dalla preparazione – racconta la sciatrice bisiaca – di questo importantissimo evento. In seguito all’infortunio abbiamo lavorando giorno dopo giorno per tornare al top.
Un grande aiuto me lo sta fornendo anche il mio mental coach, il pordenonese Andrea Appierto. Con la mia guida Ylenia Sabidussi il nostro rapporto di odio-amore prosegue (Martina ride, ndr). In realtà in pista siamo sempre più in sintonia. Poi ne riparleremo quando inizieranno le gare».
Vozza svela anche che non tutta la sua famiglia sarà presente a Cortina. Per scelta. «Mia mamma Silvia ha già preso i biglietti da tempo e affittato l’appartamento in cui risiederà in attesa delle gare. Papà Francesco, invece, non ci sarà, una scelta dettata dalla sua paura di vedermi sugli sci… Già prima degli infortuni non viveva bene il fatto di sapermi sugli sci. Quando poi mi sono rotta i due legamenti, il discorso si è automaticamente chiuso. Vorrei tanto che a Cortina ci fosse anche il mio barboncino Pepito. Spero di trovare qualche amico che possa portarlo magari in giornata. Ad ogni modo – conclude Vozza – confido davvero di vivere quest’avventura al meglio, in tutti i sensi: a Pechino ho sofferto parecchio emotivamente. Spero di godermela di più questa Olimpiade, magari con un pizzico di spensieratezza che certo non guasta mai».
La guida Ylenia
«Quando giochi in casa le pressioni sono maggiori. Sappiamo tutti che Martina è un’atleta che ha le credenziali per poter fare qualcosa di bello, ma l’infortunio ha tardato di molto la sua preparazione. Le aspettative, dunque, devono essere più ragionevoli: se non sarà questa, l’Olimpiade giusta per Martina sarà la prossima. Comunque siamo ottimiste. E poi, è ovvio: come tutti gli atleti gareggeremo con l’obbiettivo di vincere o, quanto meno, di portare a casa una medaglia».
Ylenia Sabidussi, ex tesserata dello Sci Cai XXX Ottobre con nonno triestino, è pronta a godersi i suoi secondi Giochi da coprotagonista con l’incognita però di quanto possano aver pesato, a livello mentale, i due infortuni patiti da Martina.
«Assieme a mio padre Ivano, nuovo allenatore di Martina, ci siamo preparati sulle nevi di Tarvisio. Le prime sciate le abbiamo fatte ad ottobre, sicuramente in ritardo rispetto a tutte le altre atlete. Posso dire che da un punto di vista fisico Martina sta bene. Il ginocchio regge e vedo che si fanno costantemente dei progressi. Il grande lavoro da svolgere in vista di Cortina è stato a livello mentale. Dopo essersi rotta due volte il crociato, in Martina è salita la componente della paura. Ho cercato di esserle molto vicina nei momenti più critici. Non è semplice. Ma sento che siamo sulla strada giusta».
Il calendario
Martina Vozza e la guida Ylenia Sabidussi faranno il loro esordio ai Giochi di Cortina il 7 marzo con la prova di discesa libera. Il 9 sarà la volta del SuperG. Il giorno dopo spazio alla SuperCombinata. Poi il 12 ci sarà lo slalom gigante e dulcis in fundo, il 14 marzo, lo slalom.
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