Regina Martinez, la prima atleta messicana dello sci di fondo
Dottoressa a Miami in un pronto soccorso, ha messo i primi sci a 27 anni sognando da allora le Olimpiadi per il suo Paese. L’intervista a Regina Martínez Lorenzo

Sono quelle favole che soltanto l’intrecciarsi delle traiettorie di vita e di sport sanno dipingere. Regina Martínez Lorenzo, la fondista dei dieci chilometri, che per l’appuntamento con i cinque cerchi si è allenata al caldo di Miami. Che, fino a cinque anni fa, a stento aveva visto la neve; figurarsi un paio di sci. Che, per arrivare a queste Olimpiadi – per arrivare a finanziarsi questo sogno – ha fatto veramente qualsiasi cosa: dottoressa di pronto soccorso la notte e dogsitter di giorno, oppure viceversa.
Nel mezzo di questi cinque anni, anche un incidente d’auto. E un allenatore che continuava a ripeterle: «Sei troppo vecchia per gareggiare».
Ma Regina non si è persa d’animo, e giovedì scorso ci ha regalato una bellissima nuova pagina di sport. Gareggiando sul bianco della Val di Fiemme. Classificandosi ultima, 108esima atleta tra quelle in gara, a oltre undici minuti dalla prima.
Ma, fuor di retorica, vincendo la sfida con se stessa: prima messicana nell’Olimpo dello sci di fondo. Realizzazione di un sogno che sembrava destinato a sciogliersi, come la maggior parte delle fantasie dei bambini. E che invece Regina ha riacciuffato da adulta, proteggendolo e facendolo diventare realtà, sulla neve del lago di Tesero. Dove ad aspettarla all’arrivo c’erano le tre atlete medagliate: anche loro commosse di fronte a questa storia di amore, pervicacia e passione.
Ce l’ha fatta, Regina. «Ed è solo l’inizio per me e per il Messico invernale» promette ora. Giocatrice di calcio per tutta l’adolescenza, ha scoperto lo sci solo a ventotto anni. Quando, arrivata nel Minnesota per studiare Medicina, ha sperimentato temperature molto diverse da quelle che a cui era abituata a Città del Messico.
È stato allora che, per la prima volta, Regina ha messo un paio di sci ai piedi. Lì che ha deciso di provare a rincorrere un sogno fuori da ogni logica: competere alle Olimpiadi invernali del 2026, diventare la prima atleta messicana dello sci di fondo. Mex we can, il suo motto, che ha portato fino alla neve della Val di Fiemme.
Nel frattempo, Regina si è laureata in Medicina. Ha iniziato a lavorare come dottoressa in un ospedale di Miami: non esattamente città simbolo degli sport invernali. Non importa; l’obiettivo era sempre lì, davanti a lei.
Un traguardo impegnativo, ma anche un traguardo costoso, senza il sostegno dei grossi sponsor. E così, accanto ai turni in pronto soccorso, Regina ha fatto di tutto, pur di finanziarsi questo sogno, persino la dogsitter.
Fino alla convocazione olimpica. Prima atleta messicana nello sci di fondo, ha completato i dieci chilometri in 34'05’’04, con oltre undici minuti di scarto dalla prima classificata, la svedese Frida Karlsson.
L’ha aspettata all’arrivo. Insieme alla connazionale Ebba Andersson – un’altra che, di imprese, se ne intende: caduta per ben due volte durante la staffetta, ha completato il percorso con uno sci (rotto) portato sottobraccio, evitando così la squalifica e permettendo alla sua nazionale di classificarsi seconda – e all’americana Jessica Diggins. «Vederle lì è stato meraviglioso» ha detto Regina, incredula e in lacrime, «sono sconvolta e infinitamente grata per tutto l’amore e il sostegno che sto ricevendo. Partecipare alle Olimpiadi è sempre stato il mio sogno, fin da quando era bambina». Ad attenderla all’arrivo, c’erano le tre medagliate e c’erano le sue amiche brasiliane. Per festeggiare questa immensa atleta e il suo insegnamento a tutti noi.
Quanto può essere bello lo sport quando sa superare i limiti della logica. —
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