Carolina Kostner euforica: «Il podio nel Team Event ci fa tornare protagonisti»
Sabato a Milano a chiusura delle Olimpiadi un gran galà di pattinaggio con la campionessa: «Il mio ruolo oggi è ispirare i giovani a intraprendere un percorso virtuoso»

Sabato sera la Milano Ice Skating Arena ospiterà uno speciale gran galà del pattinaggio di figura a chiusura delle olimpiadi di Milano-Cortina. Ad aprire le danze sarà Carolina Kostner, che per l'occasione rimetterà i pattini ai piedi per dare vita ad uno show inedito chiamato a celebrare il ritorno dell'Italia del pattinaggio nel medagliere, dodici anni dopo Sochi 2014 che in pista vide protagonista proprio la bolzanina.
L'occasione è utile alla Kostner per esprimere soddisfazione per la crescita del movimento messa in mostra durante la rassegna a cinque cerchi. Una nuova vita, quella di Carolina Kostner, portabandiera azzurra a Torino 2006 che oggi ha "una missione": avvicinare i giovani alla pratica del pattinaggio su ghiaccio. Ed i risultati, stando anche a quanto sta succedendo a Milano-Cortina 2026, possono essere considerati più che soddisfacenti.
Partiamo dalla storia moderna: il pattinaggio è una delle discipline più seguite di queste olimpiadi invernali. Che significato ha per lei?
«Qualche giorno fa ho festeggiato il compleanno più bello della mia vita (è nata l'8 febbraio 1987) con la medaglia di bronzo dell'Italia nel team event e l'argento del Giappone con il contributo di Yuma Kagiyama (allenato dalla Kostner ndc). Sono state il più bel regalo che potessi aspettarmi. L'Italia è tornata sul podio olimpico dopo la mia Sochi 2014. La mia storia personale continua ad intrecciarsi a quella di questo sport a cui ho dedicato tutta me stessa, che ha rappresentato e rappresenta ancora oggi tanto per me».
Qual è il suo ruolo, oggi, nel mondo del pattinaggio su ghiaccio?
«Mi piace pensare che, raccontando la mia esperienza ai più giovani, possa ispirarli ad intraprendere un percorso virtuoso, fatto di sacrifici, ma anche di soddisfazioni incredibili. Il pattinaggio aiuta a sognare, ed i giovani hanno un bisogno enorme di poter sognare. A Torino 2006 le cose per me non sono andate benissimo, ma sono stata scelta come portabandiera. Una vetrina che ha contribuito ad aumentare la notorietà del pattinaggio che fino a quel momento non era sport olimpico di prima fascia. La mia partecipazione a Torino 2006 ha ispirato le nuove generazioni. Lara Naki Gutmann quando l'ho conosciuta mi ha raccontato che proprio vedendomi a Torino 2006 si è avvicinata a questo mondo con l'obiettivo, un giorno, di poter arrivare anche lei alle Olimpiadi. Ci è riuscita ed ha anche conquistato una medaglia».
Da ex atleta, oggi allenatrice, trova spazio nella sua vita il ventiduenne Yuma Kagiyama: ci racconta la sua storia?
«Il pattinaggio è una lingua universale. Ho avuto la fortuna di girare tutto il mondo. Il bronzo conquistato a Sochi nel 2014 ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un importante pass partout. Vincere una medaglia alle olimpiadi cambia davvero non solo la vita, ma anche la dimensione di un atleta. E' successo a tanti atleti, è successo anche a me. Ai miei tempi il pattinaggio non era conosciuto come lo è oggi. Mi piace pensare che un pò di merito sia anche mio».
Cosa si sente di consigliare ad un giovane che si avvicina al mondo del pattinaggio su ghiaccio?
«Il pattinaggio regala un senso di libertà, aiuta a sognare. Io ho sognato a lungo e continuo a farlo ancora. Le evoluzioni del pattinaggio spingono la mente oltre. Le olimpiadi aiutano a promuovere le nostre discipline ma dietro ci sono tanti sacrifici, viaggi, stress e notti insonni. Elementi difficili da gestire ma che sulla bilancia personale di ognuno di noi contano meno del sogno. E' il sogno il motore di questo mondo».
Chiusura dedicata a Milano-Cortina: che olimpiadi ha visto finora?
«Uno spettacolo assoluto. Limitandomi al pattinaggio mi è piaciuto vedere in questi giorni sugli spalti del palazzetto a tifare per noi tanti personaggi famosi dello sport come Bebe Vio o Gimbo Tamberi ma anche volti noti della televisione. L'atmosfera è euforica».
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