Sliding Centre, rattoppi col silicone e danni milionari: il caso approda a Bruxelles

Il caso della pista da bob di Cortina arriva a Bruxelles dopo il crollo dei paraneve e i danni stimati in oltre un milione di euro. L’eurodeputata Cristina Guarda: «Le Olimpiadi si stanno rivelando un’operazione di spesa pubblica senza controllo»

Alessandro Michielli
Il tetto riparato con sagomati in lamiera e silicone
Il tetto riparato con sagomati in lamiera e silicone

Il tetto della pista da bob rattoppato con sagomati in lamiera e silicone arriva fino a Bruxelles. «Dopo il crollo dei paraneve, la pista è stata riconsegnata a Simico senza che la Fondazione Milano Cortina abbia saldato i danni, stimati in oltre un milione di euro», afferma Cristina Guarda, eurodeputata di Avs. «Ora si è arrivati al punto di riparare il tetto dell’area di partenza con il silicone». Una situazione paradossale, in effetti, per la quale nessuno vuole assumersi le proprie responsabilità e che vede tre attori coinvolti: Fondazione Milano Cortina (il debitore), Simico (la stazione appaltante dell’opera) e il Comune di Cortina (il futuro proprietario).

Simico nel mezzo

Simico, in questo caso, subisce la situazione: la società guidata da Saldini, dopo aver realizzato l’impianto in tempi record centrando così il proprio obiettivo, ora si trova a dover lavorare in economia a causa dei danni fatti sotto un’altra gestione, senza aver ricevuto nemmeno un euro, e con la spada di Damocle di essere il frontman dell’operazione Sliding Centre. Il Comune, invece, ad oggi prende ufficialmente le distanze dalla questione, mentre la Fondazione non mette i soldi: diciamo che la situazione non è delle più rosee.

Bruxelles osserva

Nel frattempo la situazione non è passata inosservata in Europa ed è arrivata fino a Bruxelles: «Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 si stanno rivelando un’operazione di spesa pubblica senza controllo, che scarica sui territori e sui cittadini i costi di una gestione opaca e irresponsabile», afferma Cristina Guarda. «Mentre il governo stanzia 150 milioni per tappare le falle di bilancio di Fondazione Milano Cortina».

«I dati della Corte dei Conti parlano chiaro», aggiunge. «Mico ha un deficit patrimoniale di 176,5 milioni e debiti per oltre un miliardo di euro. A fronte di questo dissesto, la Regione Veneto ha dovuto accantonare oltre 140 milioni per tutelarsi dai debiti olimpici. Il risultato è paradossale: risorse pubbliche vincolate a coprire le perdite dell’evento, mentre i territori restano con impianti danneggiati e debiti da pagare».

Simico sull’ex Mercato

Passando alla futura gestione della pista, Simico spiega il suo punto di vista: «Gli interventi realizzati da Simico, compresa la ristrutturazione dell’ex Panificio, sono stati finanziati con soldi dello Stato destinati alle opere olimpiche», afferma Simico in una nota. «Proprio per questo sono stati progettati fin dall’inizio per sostenersi da soli nel tempo. Un’opera pubblica che, una volta realizzata, produce le entrate necessarie alla propria gestione non pesa sui cittadini. Gli affitti dell’ex Panificio servono esattamente a questo. Contribuiscono a coprire i costi di gestione dello Sliding Centre evitando che questi ricadano sul bilancio comunale e quindi sulle tasche dei residenti di Cortina. L’alternativa sarebbe stata utilizzare risorse ordinarie del Comune, sottraendole ad altri servizi».

«Parlare di “prezzi esorbitanti” senza spiegare che sono soldi pubblici vuol dire distorcere la verità dei fatti. Le opere olimpiche devono mantenersi da sole, senza chiedere un euro in più ai cittadini di Cortina».

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