Cabinovia di Socrepes, su Graffer l’ombra della corruzione: le indagini arrivano in Piemonte

Il costruttore dell’impianto nei guai: blitz della Procura di Verbania. In corso anche una causa civile con la V&f: contestato l’appalto di revisione dell’impianto Prestinone-Piana di Vigezzo

Alessandro Michielli
La stazione intermedia della cabinovia Apollonio Socrepes costruita dalla ditta Graffer
La stazione intermedia della cabinovia Apollonio Socrepes costruita dalla ditta Graffer

Graffer finisce nella morsa della presunta corruzione.

La ditta costruttrice della cabinovia Apollonio-Socrepes, implicata con Simico nelle indagini promosse dalla Procura di Belluno per turbativa d’asta, è stata raggiunta dagli avvisi di garanzia della Procura del tribunale di Verbania, in Piemonte, per un caso legato alla revisione della cabinovia Prestinone-Piana di Vigezzo, gestita dalla società V&f Srl, che affidò l’incarico all’impresa bresciana. Gli avvisi inviati dai magistrati piemontesi contengono l’ipotesi di reato di corruzione e sono stati recapitati ai soggetti giuridici coinvolti.

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La redazione
La stazione di monte della cabinovia di Socrepes

Non a caso, solo pochi giorni fa, c’è stato un blitz della polizia giudiziaria negli uffici della società di gestione degli impianti di risalita della Val Vigezzo, per acquisire atti e verbali della vecchia dirigenza riguardanti i suoi responsabili tecnici e i rapporti con la ditta Graffer.

La revisione di Graffer

La revisione generale della cabinovia Prestinone-Piana di Vigezzo, in Piemonte, ha visto più attori coinvolti. Il lasso temporale ci porta tra il 2023 e il 2024: inizialmente, per eseguire le opere di manutenzione, era stata coinvolta la Leitner di Vipiteno. Ma poi, secondo quanto riportato da un ex dirigente della società di gestione, la scelta cadde su Graffer per mancanza di denaro. La società bresciana, sulla carta, era quindi la più conveniente.

Ma come avvenne tutto questo, tramite una negoziazione privata simile a quella di Socrepes (anche se con cifre molto più basse, attorno al milione)? Saranno gli inquirenti a stabilirlo, resta il fatto che per i magistrati piemontesi dietro a questa operazione (e non solo) ci sarebbe l’ombra della corruzione.

L’inizio dei problemi

Graffer aveva conquistato l’appalto ed aveva ricevuto un anticipo per il lavoro che prevedeva degli obiettivi da raggiungere: secondo quando affermato dai dirigenti di allora, Graffer realizzò solo una parte dei lavori e dopo aver chiesto il saldo del primo acconto, che gli fu negato, smise di lavorare.

A quel punto la V&f decise di risolvere il contratto e successivamente affidò i lavori a Leitner. La società piemontese, poi, per tutelarsi avviò una causa civile contro Graffer. Tutto sembrava proseguire in questa direzione, fermandosi all’azione civilistica tra decreti ingiuntivi e opposizioni, ma poi ecco arrivare l’azione penale della Procura.

L’azione della Procura

La ditta Graffer, neanche a dirlo, è balzata alle cronache per l’assegnazione diretta dell’appalto della cabinovia olimpica Apollonio-Socrepes. Da quel momento i giornali locali, seguiti a fatica da quelli nazionali e internazionali, hanno scritto più volte dell’appalto, molto spesso in termini critici.

Ma perché, cosa c’era che non andava? Sulla carta, stando al pensiero dei legali chiamati a seguire l’inchiesta, chiunque può decidere di lavorare con la grande azienda o con il piccolo artigiano, in ogni settore, basta che sia affidabile. Ecco, su questo pare che la Procura di Verbania abbia avuto qualche dubbio, tanto da spingerla ad aprire un’inchiesta pochi mesi fa ed organizzare un blitz della Guardia di finanza nella sede della V&f Srl per reperire atti e verbali riguardanti Graffer. Un’azione confermata dalle persone coinvolte nelle indagini.

Il decreto di perquisizione

Il decreto di perquisizione riguardava differenti reati: uno legato appunto al contratto di revisione della cabinovia Prestinone-Piana di Vigezzo, dove è coinvolta Graffer. L’altro riguardante la seggiovia di Trubbio, nel periodo 2021-2024, quando ci sarebbero stati dei problemi riguardanti delle autorizzazioni (art. 432 e 479 del c.p.). Ricordiamo che l’ente pubblico italiano che vigila sulla sicurezza dei trasporti è Ansfisa.

Il riflesso su Socrepes

Cosa bisogna aspettarsi ora vista la situazione? A Cortina è in corso una doppia azione nei confronti della cabinovia Socrepes: quella penale, eseguita dal procuratore Massimo De Bortoli, avente oggetto il reato di turbata libertà della gara d’appalto e quella contabile, avviata dalla Procura della Corte dei Conti di Venezia, che ha aperto un fascicolo sull’impianto a fune ampezzano in merito ad un possibile danno erariale connesso all’appalto della cabinovia.

Oggi, infatti, gli orizzonti si sono ampiamente allargati: da Cortina a Venezia, passando per Bormio fino alla Valle di Vigezzo in Piemonte, il tema delle assegnazioni dirette riguardanti i lavori sulle cabinovie che vedono Graffer coinvolta hanno toccato un punto delicato, caratterizzato da presunti accordi illeciti che rischiano di compromettere del tutto la realizzazione della cabinovia ampezzana, tanto ambita da Comune e impiantisti.

 

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