Giovanni Andrea Zanon, il violinista prodigio veneto protagonista alle Olimpiadi Milano Cortina
Classe 1998, ha portato brani originali a San Siro. Originario di Castelfranco Veneto, aveva rappresentato l’Italia anche alal cerimonia di chiusura di Pechino 2022

Ormai un habitué delle cerimonie olimpiche. Giovanni Andrea Zanon, classe 1998, di Castelfranco Veneto, venerdì 6 febbraio a San Siro è tornato a portare le note del suo violino di fronte al mondo, portando partiture originali alla cerimonia di apertura dei giochi. Per l’appunto, non è una novità: Zanon aveva rappresentato l’Italia suonando allo Stadio Nazionale di Pechino in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi 2022.
Gli inizi all’età di due anni
Ha iniziato lo studio del violino all’età di due anni. Nel corso della sua attività musicale si è esibito in alcune delle sale più prestigiose del mondo, tra le quali la Carnegie Hall di New York, il Teatro alla Scala di Milano, la Elbphilharmonie di Amburgo, il Teatro La Fenice di Venezia, il NCPA di Pechino, la Shanghai Concert Hall, solo per citarne alcune. Ammesso al conservatorio Pollini di Padova nel 2002, all’età di quattro anni, risulterà essere il più giovane ammesso nella storia delle istituzioni musicali statali italiane. Si diploma al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia con lode e menzione onorevole all’età di 15 anni.

L’esperienza negli Stati Uniti
Si trasferisce negli Stati Uniti per studiare con Pinchas Zukerman e Patinka Kopek alla Manhattan School di New York dove risulta vincitore della selezione per il Master of Art di violino all’età di 16 anni. Successivamente si perfeziona alla Hochschule für Musik Hanns Eisler di Berlino con Antje Weithaas e presso i corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia sotto la guida di Sonig Tchakerian. Dall’ottobre 2021 è stato nominato direttore artistico della Fondazione Guido d’Arezzo, per la quale ha organizzato stagioni concertistiche che hanno coinvolto artisti come Zubin Mehta, Pinchas Zukerman, Arcadi Volodos, Anna Netrebko, e molti altri.

Il talento? Un’attitudine muscolare
«Il talento è un' attitudine muscolare. Ho avuto soprattutto fortuna», aveva detto, «la prima è stata quella che i miei genitori hanno capito e assecondato molto presto la mia predisposizione per il violino, così come hanno fatto con mia sorella Beatrice, poco più grande di me e anche lei violinista. Ho avuto anche la fortuna di incontrare i maestri giusti, dalla mia prima insegnante Sonig Tchakerian all'incontro con Zubin Metha e alla fortuna di studiare con Pinchas Zukerman a New York. Poi, soprattutto, mi sono sempre impegnato, tanto. Perché quel che si definisce talento non basta: la musica richiede applicazione continua».
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