Cosa non ci è piaciuto della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Milano Cortina

Gaffe, figuracce e trash: i (pochi) momenti da dimenticare di un evento planetario di altissimo livello con la firma del veneziano Marco Balich 

La redazione

Premessa: la cerimonia ufficiale d’inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina è bellissima. Grazie al genio e alla consolidata capacità ideativa e organizzativa del veneziano Marco Balich.

Proprio per questo, ci permettiamo di segnalare le note stonate, e ovviamente il giudizio è assolutamente soggettivo.

Mariah Carey ah no era Matilda

Telecronisti RAI logorroici, parlano tantissimo. Sono preparati, ma non stanno zitti un secondo. Nemmeno quando si canta o si danza. Ma perché? 

Soprattutto: arriva Matilda De Angelis e uno dei telecronisti annuncia Maria Carey. No dai non ci credo. Invece sì. Glielo dicono, evidentemente. Dopo un po’, si corregge. 

Vamos a la playa

Verdi, Puccini e Rossini trasformati in marionette ballano al ritmo di “Vamos a la playa” dei fratelli Righeira mentre il pubblico (istruito nel warm up) canta “Milano o-oh, Cortina o-oh”. Italian trash, decisamente.

A San Siro la parata… sui maxischermi

Sarà anche la prima parata diffusa di atleti ma vaglielo a dire a quelli che stanno a San Siro. Sfilano a Cortina, a Livigno, a Predazzo. Sul palco a spirale dello stadio di Milano sfilano le “mascherine” argentate, mentre gli spettatori disorientati vedono gli atleti dai maxischermi. Con quello che hanno speso...

Le “cartelline”

 Non è ben chiaro come chiamarle, ma sì insomma sono tutte donne e precedono ogni delegazione con il cartello della nazione di appartenenza. Indossano tutte queste giaccavento vistose e occhialoni da sole. Capiremo se sono un lascito di Armani (chi tocca muore) o una trovata di qualche Paese arabo che occhieggia al burqa.

A proposito, per google si chiamano “placard bearers”. Ma in italiano?

Tunz tunz tunz

All’inizio ci era pure piaciuto, il dj Mace con la consolle olimpica a dare ritmo alla cerimonia, fuori dai canoni classici. Ma questo tunz tunz tunz per tutta la parata degli atleti, una cosa che neanche la corazzata Potemkin, anche no… Non eravamo neppure arrivati alla lettera G e già avremmo voluto distruggergli tutto, altro che tregua olimpica.  

Fischi su Israele

Non si fa.  Le Olimpiadi e la politica hanno un difficile rapporto, da sempre. La Russia è fuori, Israele è dentro, d’accordo. Ma subissare di fischi di atleti di una Olimpiade, perché? 

Ps è stata fischiata anche la delegazione USA e vale lo stesso principio, sia chiaro. Perché i principi, tali sono.

Vagamente italiana

Sfila l’Albania con la quale gareggia l’italianissima Lara Colturi, piemontese. Il telecronista dice che ha un “cognome vagamente italiano…”

Taiwan anzi no

Secondo molti osservatori di geopolitica, la terza guerra mondiale potrebbe originare da Taiwan, uno dei posti più strategici per il Nuovo ordine. I pochi atleti della delegazione  sfilano come Chinese Taipei. I nomi sono sostanza, da sempre.

Impacciatissima

Sarà anche diventata celebre in America, simpatica è simpatica, anzi simpaticissima. Ma una coreografia – il viaggio nel tempo – così complessa e lunga, affidata a lei. Le hanno proprio voluto male. A lei, prima ancora che a noi.

E questi chi sono?

I radiocronisti RAI non hanno nemmeno l’elenco dei tedofori. Parlano ininterrottamente da ore ma non dicono nulla quando tocca  

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