Il ct Feltrin: «Fede e Sofia, è possibile un altro miracolo»

Il tecnico della velocità ha celebrato le medaglie di Brignone e Goggia a Fortogna: «Squadra fortissima. In super gigante però avremmo potuto fare una tripletta»

Gianluca De Rosa
Giovanni Feltrin con Federica Brignone dopo la vittoria della coppa del mondo
Giovanni Feltrin con Federica Brignone dopo la vittoria della coppa del mondo

Tutti al Jessy Pub di Fortogna per festeggiare l’eroe olimpico di casa Giovanni Feltrin. Per l’allenatore bellunese, responsabile del team velocità azzurro, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina si sono chiuse con l’oro di Federica Brignone. Dopo il bronzo conquistato in discesa da Sofia Goggia. Già oggi sarà in viaggio verso Andorra per riallacciare il filo del discorso con la Coppa del mondo, ma il cuore è ancora lassù, sull’Olympia delle Tofane di Cortina. Venerdì sera grande festa al rientro in paese, nel pub che ha visto nascere e consolidarsi le amicizie di sempre.

Partiamo dalla fine: considerazioni a freddo sull’impresa di Federica Brignone nel supergigante di Cortina?

«Se non si tratta di un miracolo, ci siamo andati molto vicini. Miracolo non solo sportivo. Solo Federica poteva recuperare in così poco tempo da un infortunio tanto grave, rimettere gli sci ai piedi e tornare in gara per vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi. È stata la chiusura di un cerchio, la migliore che potessimo sognare perché solo a pensarci sembra, ancora oggi, qualcosa di veramente impossibile».

Dal super gigante allo slalom gigante: cosa dobbiamo aspettarci dalla gara odierna? Speranze di medaglia?

«Tutto può succedere. Perché sia Federica Brignone che Sofia Goggia sono in uno stato di fiducia sia fisica che mentale ottimale. Condizioni che permettono di raggiungere qualsiasi risultato».

Non solo l’oro di Brignone, ma anche il bronzo di Goggia in discesa: un bilancio per le gare di velocità superlativo...

«E aggiungo, senza presunzione, che si poteva fare anche qualcosa in più. Abbiamo una squadra fortissima e queste Olimpiadi lo hanno confermato. Nel super gigante vinto da Federica, è bene sottolineare che fino al momento della caduta il miglior tempo era di Goggia ed anche Pirovano ha fatto benissimo, con tempi in linea con la medaglia d’oro. Dire che potevamo piazzare tre atlete sul podio non è un’eresia».

Un focus su Sofia Goggia: cosa le ha detto nella lunga pausa della discesa seguita alla brutta caduta di Lindsey Vonn? Le telecamere hanno indugiato a lungo sul vostro dialogo al cancelletto di partenza...

«Sono situazioni sempre molto difficili. Dal cancelletto sentivamo le urla di dolore di Lindsey Vonn. Mi sono avvicinato a Sofia per tranquillizzarla, ma anche per parlarle un po’ nell’intento di coprire con la mia voce quella della Vonn. In quei momenti non ci sono strategie che tengano. Le pause sono sempre un problema per le atlete, Sofia è rimasta ferma venti minuti. In quei momenti cambia tutto, lei è stata bravissima nel mantenere la calma e la concentrazione. Ma le qualità della Goggia non sto io qui a scoprirle».

Da Goggia a Brignone: a Federica dopo quell’incredibile oro ha detto qualcosa di particolare?

«Non ci sono segreti o parole magiche. Queste ragazze lavorano benissimo ma ci tengo a sottolineare tutto ciò che viene fatto dal team che le sostiene in ogni momento. Si vince e si perde di squadra, sempre, anche nello sci».

Chiudiamo con la coppa del mondo che tra qualche settimana ripartirà. Con quali obiettivi, soprattutto per Sofia Goggia?

«Riprendiamo subito a lavorare con l’obiettivo di farci trovare pronti. Sofia può regalarci grandi soddisfazioni, avremo anche una tappa in Italia al passo San Pellegrino che potrebbe darci la spinta giusta in vista delle finali in Norvegia. Alla coppa del mondo ci teniamo e queste ragazze non smettono mai di sorprenderci. Puntiamo a chiudere la stagione con una ciliegina sulla torta».

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