Il futuro di Cortina dopo le Olimpiadi: «Diventi prima meta per il wellness»

La tavola rotonda organizzata all’Hotel de la Poste da Banca Generali: «Tante possibilità di sviluppo per il territorio»

Laura Berlinghieri, Inviata a Cortina
Il talk di ieri all’Hotel de la Poste di Cortina con, da sinistra, Alberto Zanatta, Andrea Illy, Nerio Alessandri e Andrea Ragaini
Il talk di ieri all’Hotel de la Poste di Cortina con, da sinistra, Alberto Zanatta, Andrea Illy, Nerio Alessandri e Andrea Ragaini

La sfida è il futuro. Cortina dopo le gare. Quello che resta, quando le luci saranno calate sul proscenio dei Giochi. Cortina dopo Milano-Cortina.

Riflette da uomo olimpico, Giovanni Malagò, presidente di Fondazione, quando dice che «questi Giochi influenzeranno anche quelli a venire». Parla da amministratrice del territorio la vicesindaca Roberta Alverà, citando «gli investimenti attirati, l’innovazione e le tante possibilità di sviluppo per il territorio».

Mentre ragiona da imprenditore Nerio Alessandri, fondatore e presidente di Technogym, quando afferma che «le Olimpiadi inizieranno veramente quando finiranno i Giochi paralimpici. Quando i turisti arriveranno davvero, tra due o tre anni, dopo avere ammirato le nostre bellezze in tv».

Una provocazione, è chiaro, che riprende il parallelismo azzardato poco prima da Andrea Ragaini, vicedirettore generale vicario di Banca Generali. Confronto tra sport e imprenditoria. «La filosofia è la stessa: allenarsi, ammettere l’errore, muoversi come squadra, scegliere le traiettorie e lasciarsi andare».

Sport e sviluppo, appunto, le Olimpiadi come motore di trasformazione economica. Tavola rotonda organizzata ieri all’Hotel de la Poste da Banca Generali, con relatori gli stessi Andrea Ragaini e Nerio Alessandri, insieme ad Alberto Zanatta, presidente di Tecnica Group, e Andrea Illy, chairman di Illycaffè e co-chair di Regenerative. Con un intervento video di Giovanni Malagò e la presenza del campione dello sci di casa nostra, Kristian Ghedina. A moderare l’evento, il giornalista Luca Ubaldeschi.

Si parte dai dati. Dai numeri, snocciolati da Ragaini. Dalle 552 mila aziende che insistono sul territorio montano, in Italia. Dove la pressione turistica è molto più alta che altrove: diciassette presenze per abitante, quando nel resto del Paese il rapporto è di sette a uno.

«E si tratta di un moltiplicatore potente» sostiene il vicedirettore di Generali, perché «ogni milione di euro incassato dai gestori genera 5,2 milioni di spesa turistica locale e ne mobilita 8,1». Fermandosi al solo ambito dello sport system, sempre in montagna si parla invece di 550 aziende e 30 mila dipendenti, per un fatturato dal valore complessivo di 6 miliardi di euro. «Una filiera molto corta» dice Ragaini, «dove nove aziende su dieci sono italiane. E nella quale le nostre ditte rappresentano il 26,3% del totale europeo».

Tra queste c’è Tecnica Group, azienda specializzata nella produzione di attrezzatura sportiva. Ma questo, in un mondo che spinge e in cui tutto si tiene, non basta più. «Bisogna avere uno sguardo largo. Ragionare in ottica di esperienze: pensare al nostro prodotto, inserito in un sistema ampio di attrazione turistica. Non fermarsi allo scarpone da sci e alla discesa dalle piste, ma pensare anche al resto: alla spa, alla camminata» dice il presidente di Tecnica, Alberto Zanatta. E poi spingere sulle cose importanti: «La sostenibilità, su tutto. Dobbiamo essere noi i primi a prenderci cura dell’ambiente».

Lo dice sedendo accanto ad Andrea Illy, presidente dello storico marchio di caffè, a sua volta abituato a ragionare nei termini di un «ordine globale»; poi deragliato verso il «disordine mondiale». E allora, per il suo business, «riuscire a capitalizzare l’esperienza di un grande evento – lo era stato l’Expo, lo sono adesso i Giochi – diventa fondamentale».

Qual è l’eredità? Alessandri di Technogym – suoi i ventidue centri allestiti per la preparazione degli atleti, prima e durante le Olimpiadi – propone la sfida, per Milano e per Cortina, con l’orizzonte medio dei prossimi quattro anni. E quindi rendere il capoluogo lombardo «la prima wellness city al mondo». Quanto alla “nostra” regina delle Dolomiti, invece, trasformarla nella «prima wellness destination del pianeta», aiutata da una sinergia da creare tra «resort, retreat ed esperienze in generale».

Puntando su quello che il mondo chiede, oggi e sempre più: «Prevenzione, longevità». «Questi sono treni ad alta velocità, che passano poche volte nella vita. Bisogna essere bravi a salirci. Ed è importante che diventino linfa per il futuro» dice il super campione dello sci Kristian Ghedina. Le premesse sono i Giochi. Ora la mano a Cortina. 

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