Manifesti e gadget olimpici introvabili a Cortina: il negozio ufficiale è ancora chiuso

Una giornata alla ricerca, vana, dei poster delle Olimpiadi. L’Ufficio Turistico rinvia all’official store. Che però non è allestito

La redazione

Partiamo dalla fine, da una telefonata fatta lunedì mattina all’Ufficio Turistico di Cortina, a cui chiediamo se vendono i manifesti ufficiali delle Olimpiadi 2026. La risposta è no: per quelli e per altro bisogna rivolgersi al centro merchandising dei Giochi. Salvo precisare un istante dopo che al momento non esiste. Ah, ecco.

«Doveva essere già aperto, non lo è ancora, non sappiamo quando aprirà e neppure esattamente dove», spiegano in rapida successione. Considerato che mancano un paio di settimane all’inizio dei Giochi, c’è da supporre che sul fronte gadget qualcosa non sia andato drittissimo quanto a tempi.

In principio

Ma cominciano dal principio, da fine dicembre, quando si palesa la questione gadget. L’oggetto del desiderio sono i due manifesti ufficiali dei Giochi, di Olimpia Zagnoli e Carolina Altavilla. Sul sito accreditato shop.olympics. com, si trovano a 35 euro l’uno, con spedizione “in tempo per Milano Cortina”. Volendo fare un regalo e avendo scadenza definita, l’acquisto online è un po’ rischioso. E poi perché non andarseli a prendere lì dove tutto si svolge, direttamente a Cortina?

Vuoi mettere il grigiore di un ordine fatto dalla poltrona di casa, rispetto a un giro sotto lo spettacolo Tofane, lungo quel Corso che chissà quanto sarà sfavillante a Capodanno con le vetrine addobbate a tema?

Sempre online cerchiamo l’indirizzo del negozio dedicato ai gadget. Il web restituisce le indicazioni del megatore di Milano, ma nessun riferimento chiaro a Cortina. Pazienza, probabilmente si è deciso per una distribuzione diffusa, coinvolgendo più esercenti del luogo.

Eccoci qui

Per cui eccoci planare nella città delle Olimpiadi, carichi di aspettative che neppure il parcheggio impossibile da trovare riesce a scalfire. La giornata è splendida, Corso Italia è gremito e le vetrine sbrilluccicano. Ma non di Olimpiadi. Niente a che vedere, per intenderci, con quello che succede quando passa il Giro d’Italia, quando i negozi si vestono a tema e preferibilmente di rosa. Qualcuno ci ha provato, timidi richiami ai Giochi, ma nessun filo conduttore.

C’è un problema di diritti nell’uso dei simboli, è l’ipotesi che circola. Via, concentriamoci sull’obiettivo, i manifesti appunto.

Prima tappa - obbligata - la Cooperativa, uno dei simboli commerciali della città. Al piano terra, sulla destra, c’è un piccolo banchetto con piccoli gadget: portachiavi, quadernini, oggettini vari. Ben fornito il reparto abbigliamento, con tute, magliette, berretti e mille altri capi dedicati ai Giochi. Ma noi vogliamo i manifesti e lì non c’è traccia.

Poco male, decidiamo di andare all’Ufficio Turistico. Zero anche lì. «Provate alla Sovilla», ci incoraggiano. Nella bellissima e storica libreria di Cortina, già all’entrata, si vedono dei poster. Rassicurante. Di manifesti in effetti ce n’è un tripudio, tranne quelli dei Giochi 2026. «Abbiamo tutti i poster, di tutte le manifestazioni, di Milano- Cortina no. Non ci è arrivato niente» allargano le braccia sconsolati.

Qualcuno suggerisce allora di provare alle Eccellenze Esselunga di via Battisti, visto che l’azienda ha una partnership con la Fondazione. Nella gastronomia-supermercato ci sono poster dei Giochi appesi alla parete. «Ma non sono in vendita», ci fermano subito, «La mostra con tutti i manifesti è a Milano». Già, Milano, dove c’è anche il megatore. Non resta che la resa, da Cortina si torna a mani vuote.

Venti giorni dopo

Lunedì decidiamo un check, metti mai che nel frattempo... Telefonata alla cooperativa di Cortina: «Avete i manifesti ufficiali dei Giochi?». La risposta è no, l’aggiunta è che neppure arriveranno. Telefonata all’Ufficio turistico e rinvio al centro di merchandising. Quello che non c’è. Telefonata alla Sovilla: «Li abbiamo ordinati». Wow! Quando arriveranno? chiediamo entusiasti. «Fine mese. Speriamo». Già, speriamo. —

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