Incidente Vonn, la psicologa: «Ecco come chi è al cancelletto mantiene la concentrazione dopo una caduta»

Francesca Stecchi spiega cosa avvenga dopo una caduta nelle menti di chi deve ancora scendere: «L’obiettivo è ridurre al minimo le interferenze esterne, isolarsi da ciò che non dipende da sé»

La redazione
Lindsey Vonn subito dopo la caduta durante la discesa libera sulla pista delle Tofane
Lindsey Vonn subito dopo la caduta durante la discesa libera sulla pista delle Tofane

Dopo l’incidente in pista di Lindsey Vonn a Cortina, la psicologa dello sport Francesca Stecchi, dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto, interviene sul tema della concentrazione, della gestione dell’ansia e della preparazione mentale negli sport di altissimo livello.

«In situazioni come queste è fondamentale chiarire che nulla può essere improvvisato. Nel momento della gara l’atleta deve rimanere totalmente ancorata al presente e alla propria discesa. A velocità estremamente elevate, come quelle raggiunte nello sci alpino, non esiste alcuno spazio cognitivo per elaborare ciò che è accaduto: quel lavoro deve essere svolto prima, attraverso un percorso strutturato e continuativo di preparazione mentale.

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Sul cancelletto di partenza non si interviene più dal punto di vista psicologico. L’atleta deve essere già autonoma, consapevole e in grado di attivare in modo automatico le proprie strategie. Alcuni ricorrono a tecniche di respirazione per modulare l’attivazione emotiva, altri a brevi momenti di visualizzazione o di centratura attentiva, focalizzandosi sulla pista e sul gesto tecnico. L’obiettivo è ridurre al minimo le interferenze esterne, isolarsi da ciò che non dipende da sé ed entrare in una condizione di piena focalizzazione sulla gara.

In quel momento pensare all’incidente o a un infortunio appena avvenuto significherebbe perdere concentrazione e aumentare il rischio di errore. È per questo che gli atleti di altissimo livello vengono preparati in anticipo a rimanere nel “qui e ora”, a richiamare in modo automatico le proprie risorse mentali e a concentrarsi esclusivamente su ciò che possono controllare: la propria prestazione.»

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