Il piano di Federica Brignone per vincere le Olimpiadi
Dalle parole al Quirinale alla visita all’Istituto di medicina dello sport del Coni: la marcia di avvicinamento di Federica Brignone alle Olimpiadi 2026 entra nel vivo

Se è vero, come recita il famoso detto, che “più indizi fanno una prova”, la marcia di avvicinamento di Federica Brignone alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 è entrata davvero nel vivo.
Prima le parole pronunciate di fronte al Capo dello Stato Sergio Mattarella lunedì pomeriggio al Quirinale, poi la visita medica svolta ieri mattina (23 dicembre) all’istituto di medicina del Coni, sempre a Roma.
Quanto basta per dire che la tigre di La Salle a Cortina ci sarà davvero, e non solo nelle vesti pur prestigiose di portabandiera. La tappa di ieri mattina all'istituto di medicina e scienza dello sport del Coni, situato all’interno del centro Coni “Giulio Onesti”, a dirla tutta è molto più di una semplice prova. Si tratta di un passaggio previsto dal protocollo istituzionale per tutti gli atleti in odore di partecipazione olimpica.
Dall'entourage della campionessa del mondo in carica filtra ottimismo ma nessuno intende sbilanciarsi ancora, eppure a indirizzare in maniera ben precisa la Brignone verso l’Olympia delle Tofane è stata proprio la diretta interessata, a cui ora manca solo l’ultimo step per certificare il suo completo recupero, tanto faticoso quanto prodigioso per tempistiche e dinamiche. «Voglio tornare in pista, provare un tracciato vero, un conto è sciare un altro andare forte», ha rivelato Federica Brignone al Capo dello Stato prima ed ai taccuini della stampa poi. «Mi sento bene. Stiamo procedendo per gradi, ora manca l'ultimo tassello, quello più importante. Voglio misurarmi con la pista perché un conto è sciare, un conto è andare veloci in gara, in determinate condizioni sia meteorologiche che atletiche. Questo non l’ho ancora fatto».
Tornando agli indizi, un altro, molto importante, è arrivato anch’esso dalla bocca della Carabiniera (da lunedì maresciallo per meriti sportivi) valdostana che, entrando al centro sportivo Giulio Onesti si è lasciata andare ad un profetico «sono qui per la quinta volta visto che quella in arrivo sarà la mia quinta Olimpiade». Insomma, ci siamo davvero. Non resta, ora, che provare ad ipotizzare la gara di coppa del mondo in cui Federica Brignone farà l’attesissimo esordio stagionale. Andando per esclusione, questo non succederà, fin troppo scontato, nel prossimo weekend a Semmering, in Austria, e neanche a Kraniska Gora nella tappa inaugurale del 2026, in programma il 3 e 4 gennaio.
E se fosse Tarvisio, nella tappa italiana di metà gennaio, dal 17 al 18, sostitutiva di quella Cortina che quest’anno concentrerà le sue attenzioni esclusivamente sul fronte olimpico? Nessuno conferma, nessuno smentisce, ma gli appassionati di sci sognano una di quelle storie da favola che a volte solo il mondo dello sport riesce a regalare.
Da Tarvisio a Cortina ci saranno poi, ancora solo tre tappe di Coppa del mondo prima della festa a cinque cerchi: tutte le strade di Federica Brignone portano a Crans Montana dove il 30 e 31 gennaio sono in programma una discesa ed un super G.
In tanti hanno già preso il biglietto per assistere, in quella circostanza, al ritorno in coppa del mondo della tigre di La Salle, a una settimana esatta dal trasferimento a Cortina dove il 6 febbraio sarà, prima di tutto, portabandiera olimpica.
Visti i tempi di recupero accorciati rispetto al cronoprogramma originario però, non è da escludere un ritorno in coppa del mondo anticipato rispetto a Crans Montana. I tifosi incrociano le dita, l’Italia degli sport invernali gongola.
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