Federica Brignone: «Non mi fermo, ascolto il corpo»

Dopo aver conquistato l’oro nel gigante, la tigre guarda al futuro. «Voglio proseguire la stagione: al momento giusto farò un’altra operazione»

Alessandro Michielli
La sciatrice Federica Brignone stringe le due medaglie d'oro vinte a Milano Cortina 2026
La sciatrice Federica Brignone stringe le due medaglie d'oro vinte a Milano Cortina 2026

 

Federica Brignone non ha nessuna intenzione di fermarsi. La tigre, se il fisico reggerà, vuole proseguire con l’attività agonistica. Quanto meno con le ultime gare della stagione in corso, poi si vedrà. Lo ha confermato la pluricampionessa olimpica ieri mattina a Cortina: «L’idea di continuare la stagione in questo momento è il mio unico obiettivo», ha detto decisa la tigre. «Tutto il resto, al momento, non lo voglio affrontare: cercherò di proteggermi con le gare».

Fisicamente come si sente?

«Nei prossimi giorni andrò allo J Medical di Torino per vedere come sta il ginocchio che oggi fa molto male. Poi, se vorrò rischiare, lo capirò una volta che tornerò in pista».

Dovrà fare nuove operazioni al ginocchio?

«Si, ma solo al momento giusto».

Quindi la rivedremo in gara nei prossimi appuntamenti di Coppa del Mondo?

«Quello è l’obiettivo, ma magari nel momento in cui mi presenterò in pista dirò che non varrà la pena di prendermi certi rischi».

Già in questa stagione?

«Non adesso, magari il prossimo anno, dipende dal dolore che sentirò».

Come sta oggi la gamba?

«Oggi non bene, ieri non ho fatto terapia. Con questo infortunio mi sono rovinata completamente il ginocchio: ogni giorno è una lotta».

Quindi naviga un po’ a vista?

«Ci vorrà tempo, la tibia non è più allineata, ha un buco. La mia è stata una frattura multipla, ma non ho mai voluto pensare a quanto fosse grave».

L’infortunio della Vonn come l’ha vissuto?

«Per l’infortunio di Lindsey mi è dispiaciuto: so cosa vuol dire farsi male, posso dirlo e sicuramente tutto quello che lei aveva messo in piedi per tornare è stato una grossa avventura. È stata brava e coraggiosissima».

Ha sbagliato a rischiare così tanto?

«Ogni tanto mi sono chiesta se le mancasse qualche rotella, però vedendo cosa è successo a me capisco che anche lei ha una grande passione per questo lo sport. Penso che il suo pensiero sia stato questo: nella vita meglio fallire, ma averci provato piuttosto che non tentare».

Non avrebbe voglia di staccare un po’ e realizzare qualche sogno nel cassetto?

«Per il momento i miei sogni hanno parlato più che altro di sport, però una delle prime cose che voglio fare è fare viaggio, stare via quanto voglio e come voglio senza dover tornare per degli impegni»

Invece continua a frequentare le piste da sci. Perché ha fatto tutto questo per i Giochi?

«Perché era una sfida impossibile. Era una sfida talmente difficile che non potevo non accettare. Se fosse stata più facile, probabilmente non mi avrebbe motivato così tanto».

Forse è stata la sua “fiamma olimpica”?

«Volevo dimostrare a me stessa che sarei stata capace di rientrare da qualcosa di veramente impossibile da fare: l’idea di affrontare una sfida impossibile mi ha altamente motivato».

Grande forza l’ha ricevuta anche dal fatto di essere stata scelta quale portabandiera degli azzurri.

«L’idea di poter essere anche solo una delle portabandiera di questa spedizione mi ha ulteriormente motivata. Non volevo chiudere la mia carriera su un incidente che mi aveva rovinato tutto»

Ha vinto due ori sull’Olympia, pista in passato mal digerita. Come l’ha trovata in questa occasione?

«La pista è stata preparata in maniera eccellente: non era facile dopo le nevicate avvenute ad inizio Giochi. Rispetto al passato era meno aggressiva».

Ora cosa dobbiamo aspettarci da lei?

«Sono indecisa se scappare, prendere un aereo e andare più lontano possibile. E lo farò, però non so se farlo subito e sparire: da una parte vorrei, dall’altra so che non è la cosa giusta da fare»

Quindi?

«Cercherò di selezionare e imparare a dire no più spesso a certe proposte, a ritagliarmi i miei spazi. Quello che posso dire è che voglio continuare ad essere me stessa, nello sport e nella vita privata». —

 

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