Elia Barp, il fondista delle Dolomiti che ha imparato a vincere aspettando

Nato a Belluno nel 2002 è cresciuto tra Trichiana e Falcade: Elia Barp è uno dei volti nuovi dello sci di fondo italiano. La sua storia 

La redazione
Elia Barp il campione bellunese
Elia Barp il campione bellunese

È nato a Belluno il 19 dicembre 2002, ma la sua geografia emotiva è quella di Trichiana, nel comune di Borgo Valbelluna. Ora abita a Falcade dove frequenta lo Ski College. Montagna vera, silenzio, fatica. È lì che Elia Barp ha costruito il suo motore, prima ancora che la sua carriera.

Da bambino non era “solo” un fondista. Sci alpino d’inverno, ciclismo su strada d’estate. La passione era lo sport in sé, l’idea di misurarsi, di capire fin dove potesse spingersi il proprio corpo. Poi, con il tempo, la scelta: sci nordico. Una disciplina meno rumorosa, più severa. Nel 2018, ai Campionati italiani Allievi di Alfedena, arriva il primo segnale concreto: secondo posto, prima medaglia tricolore. Non un’esplosione, ma una promessa.

Il talento che cresce lontano dai riflettori

Il suo debutto internazionale coincide con i III Giochi olimpici giovanili invernali di Losanna 2020. È il primo assaggio di quel mondo che diventerà l’orizzonte dichiarato della sua carriera: le Olimpiadi.

Elia Barp con Federico Pellegrino sul podio
Elia Barp con Federico Pellegrino sul podio

Nel novembre dello stesso anno entra nel Gruppo Sportivo Fiamme Gialle. Intanto si diploma al Liceo Scientifico Sportivo di Agordo. Studio e allenamento, testa e gambe. Vince la classifica generale OPA e quella di Coppa Italia: continuità, non solo picchi.

Il 2021 è l’anno della medaglia di bronzo in staffetta ai Mondiali juniores di Lahti/Vuokatti. Il 2022 quello dell’argento nella sprint ai Mondiali juniores di Lygna, in Norvegia. Sempre lì, sempre in mezzo ai migliori della sua generazione. E nello stesso periodo conquista anche il titolo mondiale di ski roll in Valle di Fiemme: resistenza, esplosività, adattabilità.

Barp cresce così, senza proclami. Con la pazienza di chi sa che il fondo è una disciplina che non perdona scorciatoie.

Il salto tra i grandi

Il 31 dicembre 2022 debutta in Coppa del Mondo a Val Müstair, nella sprint del Tour de Ski. È 46°, un numero che dice poco ma che segna tutto: l’ingresso nel circuito che conta. Pochi mesi dopo arriva anche l’esordio ai Mondiali di Planica 2023 (45° nella 15 km).

La stagione 2023/2024 è quella della stabilità ad alto livello. Allenato nella squadra di Coppa del Mondo guidata da Markus Kramer, Barp inizia a frequentare con regolarità la zona punti. A Canmore, in Canada, centra un quinto posto nella sprint skating che ha il sapore della svolta. A Oberhof, il 21 gennaio 2024, conquista il primo podio in Coppa del Mondo: secondo posto in staffetta. È il momento in cui il suo nome smette di essere una nota a margine.

Chiude l’inverno con il secondo posto finale nella classifica Under 23: il segnale che il futuro non è più solo un auspicio.

La medaglia che cambia lo sguardo

Ai Mondiali di Trondheim 2025 l’esperienza è più dura (53esimo nello skiathlon), ma è una tappa. Il vero appuntamento è quello che sognava da ragazzo: i XXV Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026.

Sulle nevi di casa, all’esordio olimpico, Elia Barp conquista la medaglia di bronzo nella staffetta. Non da protagonista solitario, ma dentro una squadra: il fondo è anche questo, equilibrio tra individualità e collettivo. Nelle prove individuali chiude 25esimo nella sprint e 14esimo nello skiathlon. Piazzamenti solidi, ma è il bronzo a restituirci un campionissimo.

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