Cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026, il bimbo lasciato a piedi dal bus protagonista dell’alzabandiera
Riccardo è salito sul palco insieme ai fondisti d’oro di Torino 2006. È apparso sorridente e ha salutato il pubblico

Sul palco, vicino a quattro grandi dello sport azzurro, a guardare il Tricolore alzarsi al cielo. Era stato annunciato, e Riccardo – il bambino di 11 anni che lo scorso 27 gennaio era stato lasciato a piedi dal bus Cortina-Calalzo- un ruolo speciale nella cerimonia di apertura dei Giochi 2026 lo ha effettivamente avuto. Nella parte di festa che si è tenuta a Cortina, il ragazzino ha avuto l’onore di presenziare all’alzabandiera al fianco di Fulvio Valbusa, Christian Zorzi, Giorgio Di Centa e Pietro Piller Cottrer, il quartetto d'oro nella staffetta di fondo a Torino 2006.
Il ragazzino è apparso sorridente, e non ha mancano di salutare il pubblico. La brutta esperienza, insomma, si è trasformata in un momento che ricorderà per tutta al vita.
«Pensavo fosse uno scherzo di qualche burlone - aveva raccontato la madre nei giorni scorsi - e stavo per chiudere la telefonata sentendo, dall'altro capo del filo: 'sono Giovanni Malagò e volevo invitare suo figlio a presenziare all'apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina'. Poi le sue parole mi hanno convinto che era vero quello che mi stava dicendo».
«Malagò ha esordito dicendomi - aveva confidado la madre - che stavano lavorando alla possibilità di avere Riccardo all'apertura dei giochi Olimpici e cosa ne pensavamo noi in famiglia. Riccardo ha risposto senza esitazione"
La vicenda
Il brutto episodio è andato in scena lo scorso 27 gennaio a San Vito di Cadore. Riccardo, 11 anni, al termine della scuola media, aveva tentato di predere l’autobus della linea 30 per tornare a casa a Vodo di Cadore. Il bambino aveva un biglietto chilometrico, valido prima dell’introduzione del nuovo ticket da 10 euro, ma l’autista gli aveva detto che non era sufficiente e che doveva scendere se non aveva i 10 euro.
Il bambino, sprovvisto di denaro, è stato costretto a tornare a casa a piedi per sei chilometri, sotto la neve e con temperature sotto zero, senza cellulare né alcuna assistenza. Arrivato a casa, aveva le labbra blu e una temperatura corporea di 35,4°, necessitando di cure e calore domestico per riprendersi.
Le scuse dell’autista
Dopo giorni di polemiche, sono arrivate le scusa dell’autista. «Mi fa male il cuore, a pensarci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato. Chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia». Scuse accettate dalla famiglia di Riccardo.
«Abbiamo compreso la sua situazione - ha detto il padre di Riccardo intervistato da 1Mattina news - e come famiglia riteniamo di evitare questa gogna mediatica nei suoi confronti e per noi la questione è chiusa». Quindi questa situazione si conclude qua? «Si, per me si conclude qua», assicura la mamma del bambino. «Si tratta di quello che speriamo, è quello che speriamo per noi, per la comunità, e anche per l’autista», conclude il padre. del bambino.
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