La cabinovia di Socrepes non aprirà il 6 febbraio: si tenta per metà Olimpiadi
Niente da fare per l’omologazione dell’impianto a fune prima dell’inizio delle gare. Obiettivo 12 febbraio per il SuperG, ok alle Paralimpiadi. Indaga il New York Times

Niente da fare: la cabinovia Apollonio-Socrepes, a meno di miracoli, non aprirà il 6 febbraio, ovvero il giorno della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici Milano Cortina 2026. Resta uno spiraglio per la terza gara sull’Olympia delle Tofane, il SuperG del 12 febbraio: le maestranze faranno di tutto per aprire, ma non sarà facile e tanto meno scontato. Il rinvio dell’apertura, oltre ai tempi stretti e a qualche imprevisto, è figlio di un ragionamento fatto da buon padre di famiglia: senza le dovute certezze, non si apre.
Nella comprensibile delusione che potrebbe crescere negli ambienti di Simico, che fino all’ultimo ha tentato il secondo miracolo dopo la pista di bob, il fatto di allungare le operazioni di verifica rappresenta comunque un segnale positivo.
Problemi con le cabine
Pare che alla base del ritardo ci siano stati problemi con le cabine prodotte dalla ditta turca Anadolu Teleferik, che avrebbero riscontrato dei problemi nella chiusura automatica delle porte. Rinviata anche l’impalmatura della fune, che inizialmente era stata fissata per il 23 gennaio e che invece avverrà tra domani e domenica. Successivamente avverrà il tiro della fune e poi si faranno tutte le regolazioni del caso, verificando anche l’idraulica del tenditore.
Con il montaggio delle cabine, in seguito, si procederà con le regolazioni di anti-collisione, forza di serraggio, frenatura e altri aspetti tecnici come la pressione delle gomme, la verifica delle cinghie, dei convogliatori e di tutti i sensori. Operazioni che, di norma, richiedono circa un mese e che devono seguire la normativa. Altro fattore impattante (in negativo) in questa fase di cantiere è stato il meteo, che negli ultimi giorni ha certamente interferito quanto meno nella movimentazione e negli interventi.
Indaga il new york times
Da circa 4 giorni, sui lavori della cabinovia sta indagando il New York Times, che si sta muovendo in maniera molto aggressiva, alla ricerca di testimonianze e dichiarazioni sull’opera. Fonti interne al settore funiviario confermano che i cronisti americani hanno raggiunto una delle due ditte leader del settore (Leitner o Doppelmayr) per verificare il motivo della loro rinuncia alla gara d’appalto.
La risposta sarebbe stata: «Non l’abbiamo fatta per i tempi stretti e per i dubbi geologici».
La stessa Simico sarebbe stata contattata dal New York Times, ma il commissario di Governo Fabio Massimo Saldini avrebbe risposto, come già fatto alla Regione del Veneto e alla consigliera di opposizione del Comune di Cortina, Roberta de Zanna, che il progetto «viene realizzato garantendo la massima sicurezza».
Operativo per le Paralimpiadi
L’impianto a fune, se non ci saranno ulteriori inconvenienti, sarà operativo per le gare delle Paralimpiadi, mentre per le Olimpiadi si tenterà ancora una volta di vincere la corsa contro il tempo. L’impianto prevede l’installazione di 10 piloni, la realizzazione di tre stazioni – valle, intermedia e monte – con 50 cabine da 10 persone, capaci di trasportare 2.400 persone all’ora. —
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