Barbera: «La bandiera palestinese non la esponiamo perché non è uno Stato riconosciuto»

Il direttore della Biennale replica a Venice4Palestine. La replica: «Andate oltre i protocolli». Il ministro Giuli alla Mostra del Cinema: «Facciamo prevalere il dialogo sullo spirito di parte»

Camilla Gargioni

Nuovo appello di Venice For Palestine per esporre la bandiera palestinese: «Dopo il no del direttore Alberto Barbera, Venice4Palestine torna a chiedere alla Biennale di issare la bandiera palestinese per tutta la restante durata della Mostra, sottolineando la presenza in selezione ufficiale di due film indicati dalla stessa manifestazione come palestinesi», sottolineano, «Il collettivo, il cui nuovo appello ha già superato il migliaio di firme, replica alle dichiarazioni di Barbera, secondo cui la bandiera non può essere esposta perché la Palestina non è riconosciuta come Stato dall'Italia, e invita la Biennale ad andare "oltre i protocolli", assumendo una posizione pubblica che si traduca in un gesto concreto». Ma Barbera ha ribadito anche oggi, nella mattinata del 3 settembre: «La Palestina non è uno Stato riconosciuto dall’Italia».

Giuli: noi, il mondo libero

Intanto, si è trattenuto alla Mostra anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, per tagliare il nastro dell’Italian Pavilion all’Excelsior. Nel suo discorso, anche un passaggio sulla libertà (le polemiche con Buttafuoco per la presenza della Russia alla Biennale arte, insomma, sembrano definitivamente messe nel cassetto). «Mi piace pensare che si arrivi qui con uno stil novo, la capacità di far prevalere il dialogo sullo spirito di parte, fondamentale per la coscienza civile: non bisogna mai dimenticare qual è il contesto, un mondo attraversato da guerre, cortine di ferro», ha detto il ministro, «Bisogna sempre ricordarsi che noi facciamo parte del mondo libero, è per questo che il confronto anche aspro può avvenire. Da una disfatta militare si può rinascere, da una disfatta culturale non ci si riprenderà mai. E dobbiamo rappresentare la libertà».

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