Le tre protagoniste del convegno a Udine: Tina Modotti, Tina Anselmi e Tina Merlin
Le tre protagoniste del convegno a Udine: Tina Modotti, Tina Anselmi e Tina Merlin

Anselmi, Merlin e Modotti: diritti e libertà nel Nordest delle tre Tine

Le vite incredibili oltre i confini delle tre donne. A Udine il 2 e 3 ottobre il convegno della Toponomastica femminile: si parlerà di linguaggio di genere e impegno civile

Margherita Reguitti

Tre donne a nordest anticipatrici di diritti e spazi oggi spesso dati per scontati fra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Tre talenti che in settori e stagioni diversi hanno saputo mettere in pratica idee e valori di autonomia, autorevolezza e professionalità, con determinazione e caparbietà non comuni nel periodo storico in cui sono nate e si sono espresse.

Tre Tine, nome non troppo diffuso e ulteriore elemento di vicinanza, Tina Anselmi, Tina Merlin e Tina Modotti saranno le protagoniste del convegno nazionale promosso dall’Associazione Toponomastica femminile, per la prima volta ospitato a Udine, in programma il 2 e 3 ottobre nella sede della Fondazione Friuli di palazzo Antonini-Stringher in via Gemona 1.

“Tina e le altre. Impegno, inchiesta e reportage” è il titolo della due giorni che proporrà non solo incontri ma anche itinerari di genere e una mostra apripista il primo ottobre alle 18 alla Biblioteca Civica Joppi dedicata a “Donne e sport. Una storia olimpica e paralimpica”.

A guidare i numerosi interventi di giornaliste, storiche, docenti, artiste, intellettuali, anche uomini, le presidenti nazionale Maria Pia Ercolini e regionale Bruna Proclemer. Dare visibilità al mondo femminile negli spazi pubblici è la missione dell’Associazione che in sede locale collabora con le commissioni comunali di toponomastica. L’input alla scelta delle tre Tine è scaturito dall’aver individuato nell’anno in corso significative ricorrenze biografiche.

Sono infatti i 10 anni dalla morte di Tina Anselmi (Castelfranco Veneto 1927-2016), partigiana, presidente della commissione parlamentare di indagine sulla Loggia P2, aprì la strada nelle istituzioni e nella politica per le donne diventando la prima donna ministro della Repubblica italiana.

Tina Merlin bellunese nata 100 anni fa e morta nel 1991, anch’essa partigiana, giornalista, scrittrice, con i suoi articoli sull’Unità illuminò la verità sulla costruzione della diga del Vajont, dando voce alle comunità e alle vittime dell’immane tragedia, mettendo in discussione il potere.

Infine Tina Modotti nata a Udine 130 anni fa e morta in Messico nel 1942, fotografa, attrice e attivista internazionale rivendicò per sé la libertà di scegliere la propria vita e il proprio lavoro. Tre percorsi diversi che hanno condiviso la medesima tensione per la libertà, per essere professioniste determinate ad assumersi responsabilità e non accettare ruoli prestabiliti. Donne che hanno cambiati i confini dell’azione femminile nel pubblico. Due sono le strade intitolate nel capoluogo friulano a Tina Anselmi e Tina Modotti, l’auspicio è che anche la Merlin possa in futuro aggiungersi. Nel convegno, organizzato con il sostegno e la collaborazione di realtà e private e pubbliche del territorio e inserito nel programma formativo dell’Ordine regionale dei giornalisti, si parlerà anche di tutela dell’ambiente e della montagna, sostenibilità, giornalismo ed etica, percorsi di genere ed attualità ad ampio spettro fra cosa fare per le giovani generazioni e buone pratiche nel nordest. Tra gli appuntamenti in agenda c’è quello delle 14.50, dal titolo “Sostenibilità, genere e deontologia dell’informazione”.

Al centro dell’incontro ci saranno il linguaggio di genere e il ruolo dell’informazione nel raccontare i cambiamenti culturali in corso. In questo contesto, la giornalista Rubina Bon presenterà anche “Cambio di Passo”, il progetto del gruppo Nem dedicato alle trasformazioni che stanno attraversando i nostri territori, osservate e raccontate attraverso una prospettiva femminile.

«L’Associazione Toponomastica femminile - ricorda la responsabile regionale Bruna Proclemer - ha scelto queste donne, oltre le ricorrenze significative, in quanto rappresentano vite fondamentali per la storia civile, artistica e sociale del Novecento, legate per biografia all’area di nordest. Seppero imporsi per coerenza e visione, impegno civile e coraggiosa ricerca della verità, in ambiti all’epoca rigorosamente maschili: politico, giornalistico e fotografico».

L’artista e scalatrice Riccarda de Eccher firma l’opera scelta come immagine del convengo aperto al pubblico, un disegno a sanguigna dal titolo “Montasio”. Tutti i dettagli sull’iniziativa nel sito www.toponomasticafemminile.com.

 

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