Basta con gli youtuber provocatori, il questore di Venezia vieta la sceneggiata anti Islam
Il panino con il prosciutto alla preghiera islamica, il Corano bruciato, gli scontri con gli attivisti di Avs: ecco cosa sta succedendo tra laguna e terraferma. Influencer ed estremisti di destra nel mirino delle Digos per capire se c’è un coordinamento o una regia dei blitz

Parco del Piraghetto a Mestre vietato a youtuber anti Islam, pugno duro della questura di Venezia. Dopo il foglio di via a Simone Carabella, l’attivista di estrema destra che ha dichiarato guerra alla religione islamica e gira con il panino al prosciutto per provocare i fedeli musulmani, è stato deciso di non concedere spazio a Eterno, giovane cavallo sciolto, il quale sabato si è fatto notare per un’intemerata a favore di videocamera in cui ha bruciato le pagine del Corano, una provocazione dalla quale si è dissociato anche Futuro Nazionale.
La Questura ha spiegato al giovane influencer Ferenc Venturelli, reggiano di destra passato dalla Lega a Futuro Nazionale che indossa il giubbotto militare antiproiettile, una spilla tricolore sul petto e in mano stringe il crocifisso, che tanto più dopo ciò che è accaduto sabato a Rialto, con la città teatro di violenze per macinare clic, la manifestazione preannunciata per il 22 settembre alle 15.30, non è ben vista. E per tutela dell’ordine pubblico, è meglio che Eterno e i suoi cambino piazza.
L’antefatto
Venerdì di due settimane fa, Simone Carabella si è presento armato di panino al prosciutto e telefonino durante la preghiera al parco Piraghetto, ha urlato l’Inno d’Italia, calpestato il tappetino dell’imam e spruzzato spray al peperoncino contro un ragazzo, per poi darsela a gambe prima di essere linciato. Le forze dell’ordine hanno evitato che la situazione degenerasse, lui le ha ringraziate, ma dopo qualche giorno, ha ricevuto un foglio di via da Venezia per 6 mesi.
Non pago, ha rilanciato con una manifestazione preannunciata il 22 settembre. A dargli man forte Eterno, che ha fatto propria l’iniziativa, ricondivisa tra i suoi e allargando l’invito ad attivisti e supporter armati di cellulari e videocamere. Sull’altra sponda, ma nello stesso parco e alla stessa ora, una chiamata a raccolta dei centri sociali nel nome di Jack Gobbato, attivista morto accoltellato due anni fa.
La Questura chiama
Lunedì 14 settembre il cellulare di Eterno ha squillato. Dall’altra parte la Questura lagunare, la quale gli ha fatto sapere che sulla scorta di quanto avvenuto sabato in centro storico e l’escalation di violenza innescata dall’arrivo in città di un altro noto youtuber “antidegrado” bolognese, Ambrose Omo Irogho in arte “JollyTime”, la mobilitazione preavvisata, non potrà tenersi. Lo stesso JollyTime voleva partecipare assieme ad Eterno, anche se sarebbe stato comunque difficile, visto che con tutta probabilità, potrebbe ricevere il medesimo trattamento di Carabella.
Il sindaco di Venezia, Simone Venturini, lo ha ripetuto subito dopo il blitz al Piraghetto: «Chi usa la città come palcoscenico social per iniziative che nulla hanno a che vedere con percorsi di dialogo e integrazione, non è benvenuto in città».
E lo ha ribadito ieri: «Venezia non ha bisogno di soggetti che vengono in laguna per cercare like creando situazioni di violenza e di tensione, queste persone non sono gradite alla città». Domandare è lecito, rispondere è cortesia. La manifestazione è stata pre annunciata con tanto di slogan «Sindaco ci dovrà daspare tutti». Ma è stata spenta con largo anticipo. E chi voleva gettare benzina sul fuoco, e magari fare un altro falò con il Corano, è stato avvisato. Carabella grida allo scandalo: «La Questura chiama Eterno e annulla la manifestazione per motivi di ordine pubblico, perché voleva partecipare anche JollyTime da Bologna. Al posto della nostra manifestazione autorizzata, manifesteranno quelli del centro sociale».
Il guanto di sfida
Bloccato uno youtuber, sembra che ne spunti sempre un altro. Carabella lancia un messaggio al sindaco: «I cittadini volevano cantare l’Inno al posto mio che non posso farlo perché ho il Daspo. Pensate di fermarci così?». Lo youtuber romano annuncia di avere fatto accesso agli atti, per capire se davvero i musulmani sono autorizzati a pregare al parco del Piraghetto.
«L’Inno» dice il romano che si definisce “patriota” «lo canteremo in tutti i parchi e le piazze. Noi rispettiamo le regole, la Questura ha tolto il permesso, ma andremo da tante altre parti».
Coordinamento tra Digos
Gli youtuber di estrema destra che macinano consenso tra i giovanissimi e fomentano le masse, hanno in comune il culto del fisico e una propaganda fatta di slogan e reel. Liquidi, camaleontici, istigano all’odio e colpiscono le fasce deboli. E anche se in questo momento non esisterebbe una regia unica, le Digos delle città coinvolte si stanno coordinando, per impedire che il palco dei clic si trasformi in un problema di ordine pubblico più grave, passando dai social alle strade o alle calli, come avvenuto a Rialto. Dopo il foglio di via a Carabella, si valuta anche la posizione di JollyTime, per capire se ci sono i margini per allontanarlo da Venezia, come avvenuto con il collega romano.
La Digos indaga anche su quanto successo all’attrice bengalese Azmeri Haque Badhon, accerchiata da alcuni connazionali del partito di estrema destra deposto in Patria. La modella domenica è tornata a casa, ha ringraziato la Polizia, le forze dell’ordine, tutta la Mostra del Cinema per averla sostenuta e fatta sentire protetta, e ha fatto sapere che quando sarà pronta, dirà tutto.
Nel frattempo rimane confermata la cena per Jack Gobbato, che si terrà al parco del Piraghetto martedì 22 settembre a partire dalle 18, mentre il presidio inizierà alle 12.
La comunità musulmana plaude alla scelta della Questura e si dice pronta a dialogare con chiunque arrivi, purché nel segno del rispetto. Eterno, per ora, non ha replicato né mandato alcun messaggio social, per far sapere se proverà ad arrivare o meno.
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