Venter, lo scienziato che decifrò il Dna

Iconico e controverso creò il primo organismo vivente artificiale

La redazione
Mauro Giacca
Mauro Giacca

Ci ha lasciati a 79 anni Craig Venter, uno degli scienziati più iconici e allo stesso tempo controversi del nostro tempo. Sarà ricordato per almeno due grandi traguardi: il sequenziamento del genoma umano e la creazione del primo organismo vivente artificiale.

Nel 1998, grazie a una nuova tecnica di sequenziamento del DNA che aveva inventato, fondò Celera Genomics, con lo scopo ambizioso di determinare la sequenza del DNA umano. La sfida era immensa, anche perché andava in competizione con il Progetto Genoma, un consorzio di laboratori pubblici di Usa, Gran Bretagna e Giappone. Venter e i suoi finanziatori arrivarono per primi: nel 2000 avevano già sequenziato l’intero DNA umano quando i competitori pubblici erano a meno di un quarto. La controversia che ne seguì ebbe risonanza mondiale, perché Celera voleva brevettare i risultati, e concederli a pagamento. L’impasse fu risolta soltanto grazie all’intervento congiunto di Bill Clinton e Tony Blair.

Il secondo traguardo fu altrettanto epocale. Era affascinato dall’idea di dimostrare che la vita è un processo automatico, che deriva esclusivamente dall’informazione nel DNA. Per dimostrarlo, nel 2010 sintetizzò il DNA di un batterio in laboratorio e provò che questo era capace di prendere il controllo di una cellula vera. Poi, nel 2016 ridusse a soltanto 473 il corredo minimo dei geni sufficienti per consentire la vita. La scoperta suscitò la reazione preoccupata di Obama, che nominò una commissione di indagine bioetica, e quella indignata del Vaticano.

Venter era uno scienziato a tutto tondo. Appassionato di vela, nel 2004 organizzò la spedizione del Sorcerer II, uno yacht a vela di 29 metri che ha raccolto milioni di campioni di microorganismi marini intorno al mondo, da cui 1.000 genomi sono stati interamente sequenziati. Lo scopo? Cercare i batteri che digeriscono la plastica e possono essere utilizzati per decontaminare gli oceani.

In un’intervista a Nature del 2023 dichiarò di considerare la pensione “equivalente alla morte”. «Finché non esaurisco le mie idee, voglio continuare». Amava definirsi un “ribelle anticonformista”, e sicuramente aveva ragione: era un visionario, fuori dagli schemi convenzionali. Molti lo hanno amato per la sua capacità di porsi obiettivi di scala immensa, altri lo hanno detestato per il suo ego ipertrofico e la sua ambizione smodata. In ogni caso, ci mancherà molto. —

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