Carburante limitato negli aeroporti, Gruppo Save: «Nessuna carenza, inutile allarmismo»

L’ad di Save esclude problemi di rifornimento di carburante nei propri scali: «Air Bp è un fornitore che da noi lavora pochissimo. E Ryanair non lo utilizza»

Laura Berlinghieri
Monica Scarpa, amministratore delegato Save
Monica Scarpa, amministratore delegato Save

Monica Scarpa, amministratrice delegata di Save, negli aeroporti di Venezia e di Treviso opera un fornitore, Air Bp, che ha annunciato disponibilità di carburante limitata. Concretamente, quale sarà l’impatto sul Marco Polo e sul Canova?

«Nessuno. Semplicemente perché Air Bp è un fornitore che, da noi, lavora pochissimo. Tutto questo clamore è derivato dal “notam” del distributore, nel quale veniva annunciato che, fino al 9 aprile, per i voli di chilometreggio ridotto, i singoli aerei sarebbero stati riforniti “solo” fino a duemila litri di carburante».

Che, in pratica, significa?

«Prendiamo il volo Roma-Venezia, l’unico operato da Ita Airways, compagnia il cui fornitore è appunto Air Bp. Duemila litri sono assolutamente sufficienti».

Ha detto di Ita: quali sono le altre compagnie che si riforniscono da Air Bp nei vostri aeroporti?

«Poche: Tap, Finnair e Aer Lingus. Non, ad esempio, Ryanair, che pure ha diramato un comunicato dai toni decisamente allarmistici».

Roma-Venezia è un viaggio relativamente breve. Allunghiamoci, allora, fino a Lisbona, con Tap...

«Siamo sopra le tre ore, e quindi anche questo viaggio è assicurato. Nessun problema neanche per Lisbona, né in generale per nessun altro volo. È tutto garantito. Lo ripeto: è stato fatto dell’allarmismo per nulla».

Quali sono i vostri altri fornitori?

«Levorato Marcevaggi, che distribuisce solo prodotti Eni, e Carboil, legata invece a Q8. Air Bp lavora molto poco con noi. Ogni tanto collabora con Levorato e con Carboil, ma parliamo veramente di una fetta minima del totale. Alcune compagnie aeree, come Wizz Air, talvolta si rivolgevano ad Air Bp per avere prezzi più convenienti; ma la stessa compagnia ungherese ha smesso e ora si rivolge quasi esclusivamente a Eni».

Il conflitto – anzi, i conflitti – in corso, l’impennata dei prezzi dei carburanti: non temete che i problemi che oggi affronta Air Bp possano presto investire anche Eni e Q8?

«Con i due fornitori il dialogo è costante, ed entrambi ci hanno assicurato di essere assolutamente sereni, di non avere alcun problema di stock e di essere in grado di rifornire aerei diretti ovunque. Eni, poi, importa anche dal Sud America, e questa è una rassicurazione in più. Tra l’altro, siamo particolarmente fortunati, essendo vicini a Marghera: circostanza che ci consente rifornimenti molto veloci. Certo le nostre previsioni non possono essere sul lungo periodo: non possiamo sapere cosa accadrà, se la guerra si dovesse protrarre».

Intanto, la premier Meloni è volata negli Emirati Arabi a caccia di gas e petrolio...

«Vedremo cosa succederà. Certo, qualche scompenso ci sarà, perché i rifornimenti vanno fatti tanto negli aeroporti di partenza quanto in quelli di arrivo. E quindi le difficoltà che non hanno Venezia e Treviso possono invece esserci in aeroporti comunque legati ai nostri. Sono situazioni a macchia di leopardo, da tenere costantemente monitorate e che, lo sappiamo, possono cambiare da un momento all’altro».

Le previsioni di Ryanair, invece, sono molto puntuali: carburante garantito fino a meta-fine maggio e previsioni di maggiorazioni dei costi dei biglietti...

«Nei nostri aeroporti, Ryanair non si rifornisce da Air Bp; quindi, se ha dei problemi, non li ha certo a Venezia o Treviso. In ogni caso, parliamo di una compagnia talmente strutturata e ben gestita, che avrà sicuramente delle coperture sul carburante, che saprà gestire accuratamente. Sono sicura che cercherà in tutti i modi di non far pagare ai clienti l’aumento del prezzo del carburante, trasferendolo sul costo dei biglietti aerei».

Ma il fatto che il costo del carburante sia schizzato è inconfutabile. E l’aumento dei prezzi dei voli pare una conseguenza inevitabile, non trova?

«È vero, i prezzi del carburante stanno aumentando tanto. Riguardo al futuro, penso che il problema vero si presenterà a partire da settembre.

Perché sicuramente la maggior parte delle compagnie aeree sta facendo delle operazioni di copertura del prezzo del carburante sulla stagione estiva. E allora bisognerà attendere fine settembre-inizio ottobre per capire cosa accadrà realmente».

Una conseguenza preventivabile è il calo dei flussi, considerando le tante destinazioni che non sono più raggiungibili, né come mete finali, né come scali.

«In realtà, non è così. Anzi, non solo non abbiamo registrato alcuna contrazione, ma stiamo persino performando di un paio di punti sopra le previsioni di budget».

Come è possibile?

«Destinazioni come Dubai sono prevalentemente di transito, e allora vettori e flussi si sono spostati. I voli provenienti dalla Cina, per esempio, portano con sé anche diversi viaggiatori dalla Thailandia. Gli indici di riempimento sono, ovunque, sempre altissimi».

Confidate allora in un incremento del turismo verso l’Italia e, segnatamente, verso le città con i vostri aeroporti?

«Potrebbe accadere già questa estate, quando, turisti in un primo momento orientati su mete come il Medio Oriente, potrebbero virare sull’Italia per motivi di sicurezza. Era già successo dopo il Covid: con la riattivazione della macchina turistica, l’Italia e la Spagna erano stati tra i Paesi che avevano avuto l’impatto più felice. Siamo piuttosto fiduciosi che il fenomeno possa ripetersi».

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