Governo e Regione blindano la Protezione Civile: come funziona e quali sono le tappe per il ddl «Salva-Sindaci»

Il ministro Ciriani annuncia il passaggio al Senato con procedura d'urgenza: «Distingueremo tra dolo e fatalità in emergenza». Fedriga chiama a raccolta tutti i parlamentari friulani: «Non possiamo smantellare un modello d'eccellenza»

Valentina Voi

«Sono al loro fianco e ne capisco l’amarezza. Voglio che i volontari possano continuare a fare in serenità il loro lavoro, che è preziosissimo». Alle parole, il ministro per i Rapporti con il parlamento Luca Ciriani accosta i fatti: oggi è in programma «un nuovo Consiglio di ministri: cercheremo tutte le strade per rendere più veloce l’iter di approvazione» del ddl “salva volontari”, già vagliato dall’esecutivo, che limita le responsabilità civili e penali per volontari e sindaci.

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Un impegno, quello favore della Protezione civile e dei 6 mila volontari che ne fanno parte, che il Governo porta avanti in sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia: il presidente Massimiliano Fedriga ha annunciato di aver convocato i parlamentari del territorio, di maggioranza e opposizione, per valutare interventi.

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Da sinistra Amedeo Aristei, Daniela Iuri, Riccardo Riccardi, Ermes De Crignis e Damiano Iurilli foto Petrussi

Il caso Preone

Ciriani e Fedriga ne hanno parlato a margine dell’inaugurazione di alcune nuove opere all’Interporto di Pordenone. In una giornata dedicata allo sviluppo economico del territorio, il loro pensiero è andato a chi quel territorio lo tutela tramite la Protezione civile, una presenza capillare in regione. Il riferimento è alla sentenza di condanna, il 31 marzo, a carico del sindaco di Preone Andrea Martinis e del coordinatore della Protezione civile comunale, Renato Valent, per la morte di un volontario.

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«Ora bisogna capire le motivazioni della sentenza– ha detto Fedriga –. La Protezione civile è una ricchezza straordinaria per il Friuli Venezia Giulia e per l’intero Paese. Qualche anno fa il commissario europeo per la Protezione civile aveva visitato il nostro modello, giudicandolo all’avanguardia. Non possiamo disperderlo, demoralizzarlo o allontanarlo». Il rischio è reale: ecco perché il Governo si è impegnato per ridefinire le responsabilità intorno a queste figure. Il disegno di legge sulla Protezione civile è attualmente all’esame del Senato. Ma il Governo vuole accelerare.

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«Li capisco»

«Nessuno più di me può capire: nel 2012 ero assessore alla Protezione civile e affrontai insieme ai vertici un processo che anche a noi sembrava ingiusto, è durato sei anni. Ne siamo usciti a testa alta e vittoriosi» ha detto Ciriani invitando Martinis e Valent «a tener duro, a non mollare e a non rassegnarsi. Il Governo ha fatto molto in questi anni: due decreti con i quali abbiamo cancellato la responsabilità dei volontari di protezione civile e dei sindaci in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro. Se non l’avessimo fatto probabilmente oggi la condanna sarebbe stata ancora più grave e difficile da assorbire. Voglio dare questo messaggio: teniamo duro, non rassegnamoci e non molliamo. La Protezione civile è una ricchezza per la Regione, un vanto. Stiamo lavorando per rendere più veloce possibile l’iter di approvazione anche del disegno di legge già approvato dal consiglio dei ministri che prevede esattamente le cose che hanno chiesto i sindaci».

Il disegno di legge

«Il Governo ha già approvato in Consiglio dei ministri un disegno di legge che recepisce le richieste avanzate dai sindaci e dai coordinatori locali. Il ddl prevede una distinzione molto netta tra dolo e colpa grave, che deve essere sanzionata, e tutte le altre fattispecie che, invece, devono essere “giustificate”. I volontari operano spesso in condizioni di emergenza, con differenze di uomini e mezzi, e il ddl tiene conto di queste situazioni» continua il ministro Ciriani, che evidenzia l’autonomia della giustizia – «rispettiamo le sentenze» ha detto – ma sta lavorando «affinché la legge sia il più chiara possibile». Il provvedimento è stato già inviato alla Commissione del Senato con procedura redigente, «la più veloce possibile». «Con pazienza e tenacia, continueremo a difendere e valorizzare la Protezione civile, soprattutto nell’anno del 50esimo anniversario del terremoto del Friuli, momento in cui è nata la nostra rete di soccorso nazionale» ha aggiunto.

Fronte unito

«Ho convocato tutti i parlamentari del territorio, di maggioranza e opposizione, e i rappresentanti del Governo per valutare come intervenire e tutelare la Protezione civile». Questo l’impegno espresso dal governatore Massimiliano Fedriga, che ha ribadito l’impegno a garantire supporto e sicurezza ai volontari, sottolineando «il valore del loro lavoro per la comunità e la necessità di preservare il modello organizzativo regionale».

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