Sanità, Gimbe: «Equiparare Lea e Lep è una scorciatoia verso l’autonomia differenziata»

Secondo la Fondazione presieduta da Nino Cartabellotta, la scelta del governo è destinata ad aumentare le diseguaglianza tra Nord e Sud

La redazione
Il Veneto è la prima regione in Italia per adempimenti Lea
Il Veneto è la prima regione in Italia per adempimenti Lea

Le ampie differenze nell'assistenza sanitaria tra le diverse Regioni che sono già presenti oggi rischiano di essere perpetuate o ulteriormente aggravate dalla "scelta del Governo" di equiparare i Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lea) con i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), «forzando l'interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale». È quanto denuncia il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta nel corso dell'audizione odierna presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato nell'ambito dell'esame del disegno di legge delega per la determinazione dei Lep.

I Livelli Essenziali delle Prestazioni identificano le prestazioni e i servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale: dai servizi sociali all'istruzione fino alla tutela della salute. I Livelli Essenziali di Assistenza sono, invece, le prestazioni e i servizi che il servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro pagamento del ticket. I primi rappresentano il vincolo costituzionale, mentre i secondi costituiscono lo strumento, precisa Gimbe.

La legge delega «si propone di escludere la tutela della salute da quella che sono le materie da cui devono essere determinati i livelli di prestazione, facendo riferimento a una sentenza della Corte Costituzionale», illustra Cartabellotta, secondo cui questa scelta, frutto di una lettura forzata della giurisprudenza costituzionale, «ha il chiaro obiettivo di accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata» ed è «una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell'esigibilità del diritto alla tutela della salute», che oggi sono già molto ampie.

Il monitoraggio del ministero della Salute mostra che 8 Regioni non garantiscono i Lea non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi delle tre macro-aree, le differenze tra le Regioni diventano ancora più evidenti: si va da un punteggio superiore ai 280 punti su 300 di Veneto e Toscana a punteggi inferiore a 200 punti in molte Regioni, specie meridionali.

Gimbe sottolinea, inoltre, un altro nodo: quello delle risorse. «Per finanziare i Lep sanitari - spiega Cartabellotta - le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale».

Tuttavia, «vista l'impossibilità di finanziare i costi effettivi dei Lep sanitari con l'attuale disponibilità di risorse, l'Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai Lea, con il solo scopo di accelerare l'autonomia differenziata», conclude Cartabellotta.

I dati in Veneto

Il Veneto si conferma la prima regione per gli adempimenti Lea. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Livelli essenziali di assistenza è di 288. La Regione, adempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia, ha registrato i seguenti punteggi nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera): 98 punti per l’area della prevenzione classificandosi in prima posizione insieme alla Prov. Aut. di Trento; 96 punti per l’area distrettuale classificandosi in prima posizione; 94 punti per l’area ospedaliera ovvero 3 punti in meno rispetto alla Prov. Aut. di Trento che è in prima posizione.

I dati in Fvg

Nel 2023 (ultimo anno disponibile) a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) è di 235. La Regione, adempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), ha registrato i seguenti punteggi nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera): 81 punti per l’area della prevenzione ovvero 17 punti in meno rispetto alla Provincia Autonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione; 81 punti per l’area distrettuale ovvero 15 punti in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione;  73 punti per l’area ospedaliera ovvero 24 punti in meno rispetto alla Prov. Aut. di Trento che è in prima posizione.

 

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