Olimpiadi Milano-Cortina, Fondazione MiCo non paga i danni della pista da bob
Simico conferma di non aver ricevuto soldi dal comitato. Rattoppi in silicone sul tetto nuovo dell’area di partenza. Nel frattempo i massimi dirigenti lasciano la Fondazione

Fondazione Milano Cortina non paga i danni della pista da bob e Simico usa il silicone. Tradotto: senza i soldi promessi dal comitato organizzatore alla società infrastrutture, la pista è stata rattoppata alla meglio dopo i danni subiti durante i Giochi 2026.
L’esempio del tetto
L’esempio più lampante è il tetto dell’area di partenza, che durante i Giochi aveva subito ingenti danni a causa del crollo dei paraneve, che avevano strappato una parte delle coste del tetto.
Il tutto era avvenuto sotto la gestione di MiCo, che stando al contratto di Venue user agreement (Vua), avrebbe dovuto sistemare i danneggiamenti prima della riconsegna della pista, con il Comune di Cortina garante della corretta ultimazione delle sistemazioni.
Lo stato dell’arte
Bene, oggi la storia dice che lo Sliding centre è stato riconsegnato “rotto” a Simico e che la società infrastrutture, non avendo ricevuto nemmeno un euro per i danni, ha tamponato la copertura dell’area di partenza con un bel po’ di tubi di silicone. Bell’affare per il Comune di Cortina, chissà se anche al Guggenheim museum citato da Luca Zaia («la pista sarà il nostro Guggenheim», diceva) le opere vengono restaurate con il silicone.
Il silenzio del Comune
Quello che stupisce è l’atteggiamento del proprietario dell’impianto, il Comune, che oggi prende posizione sulle scelte delle società private (l’assessore Da Rin nel caso Cortina Skiworld), ma sui danni al proprio impianto incassa in silenzio.
Per capire meglio, facciamo un esempio che può valere per chiunque, compreso chi legge: se un qualsiasi cittadino avesse costruito una casa con un nuovissimo tetto in lamiera e, dopo un inverno, la copertura si fosse lacerata, per sistemare i danni avrebbe accettato un tamponamento in silicone o avrebbe preteso pezzi nuovi, facendo magari valere una garanzia? Intanto, uno dei più importanti lattonieri operante tra Cortina e il Cadore, vedendo la foto del tetto dello Sliding ci scrive: «Da brivido».
Paraneve di plastica
Bisogna anche dire, però, che la Fondazione in questo caso è caduta male: osservando i paraneve installati sullo Sliding centre, composti da tubi in alluminio e morsetti in plastica, certo non sembrano la scelta più adatta per una località come Cortina.
Basta alzare lo sguardo ed osservare tutti gli altri tetti della Conca: nella quasi totalità dei casi si noteranno tetti in lamiera con doppia aggraffatura e con paraneve in ferro zincati. Nel caso del bob, la scelta dei paraneve è stata consequenziale alla scelta della tipologia del tetto. Ma i tecnici competenti dove erano?
Il contratto Vua
Andando oltre agli aspetti materiali, stando al contratto di utilizzo della pista durante i Giochi firmato dalla Fondazione e Comune, doveva essere MiCo a pagare i danni causati durante la sua gestione dell’impianto. Il contratto Vua, all’articolo 19, specifica i dettagli di smontaggio e riconsegna della pista: «Entro ciascuna data di riconsegna, la Fondazione si impegna a provvedere alla rimozione di qualsivoglia infrastruttura temporanea realizzata nella venue da MiCo al fine di ripristinare l’area secondo le condizioni descritte all’interno di ciascun verbale di riconsegna parziale. Alla data di riconsegna dell’ultima porzione di venue, le parti sottoscriveranno un verbale di riconsegna finale della pista da bob. Il ripristino della condizione originale sarà perfezionato dalla Fondazione».
Accordi, quelli del contratto Vua, bypassati dalle parti con un verbale di riconsegna della pista firmato con riserve.
Le rassicurazioni di MiCo
La Fondazione, contattata la scorsa primavera, aveva detto che avrebbe attivato l’assicurazione a garanzia dell’impegno di ripristino della venue: «La Fondazione dichiara e garantisce di essere in possesso delle coperture assicurative di cui all’allegato 13 del Vua (certificato Allianz tramite broker Aon)». Pare però che l’assicurazione non ne voglia proprio sapere di coprire i danni stimati per oltre un milione. E, in effetti, i tamponamenti fatti sul tetto avevano già fornito qualche indizio in merito.
L’addio dei dirigenti
Nel frattempo la Fondazione, che sul groppone ha mille pendenze e debiti certificati per oltre un miliardo, prosegue nei saluti dei suoi massimi dirigenti: l’ultimo è Andrea Francisi, il Chief Games Operations Officer di MiCo. Detta fuori dai denti, stanno levando tutti le tende e a fine anno la Fondazione cesserà di esistere. Bella prospettiva per chi attende i pagamenti.
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