Formaggi di Cave e gnocchi con sclopit: così la cucina friulana ha conquistato Andrea Bocelli
L’arrivo a Ronchi nel pomeriggio e le prove saltate per il maltempo: la giornata del maestra con un imponente apparato per la sicurezza e centinaia di volontari

Maglioncino nero, un paio di jeans e niente giacca. Quando il maestro Andrea Bocelli è atterrato all’aeroporto di Ronchi dei Legionari ieri pomeriggio, splendeva ancora il sole.
Strada facendo, ancora una volta, come nella giornata di mercoledì in occasione delle celebrazioni alla presenza delle più alte cariche dello Stato, il cielo si è rannuvolato e il tragitto è stato accompagnato da scrosci di pioggia e scariche di grandine. Una situazione che ha sovvertito i piani.
Il maestro, stando al programma, doveva salire sul palco per effettuare alcune prove, in quell’ottica, la gente ha cominciato ad affluire alla Goi-Pantanali imbaccuccata negli impermeabili di plastica nella speranza di un’anteprima, di uno scambio di battute o di un selfie.
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Non è andata così, purtroppo. Dopo un rapido giro sul palco, Bocelli si è rifugiato nel camerino.
Ed è lì che gli è stato proposto uno spuntino a base di prodotti friulani. Nella sala dedicata all’accoglienza il servizio catering curato da Viroca di Tricesimo che aveva schierato una batteria composta da una trentina di camerieri aveva preparato un menù che giocava sulla tradizione, con il D’Osvaldo sulla Berkel, un assortimento di formaggi stagionati nelle cave del Predil, baccalà mantecato con i crostini e una scarica di primi fra i quali furoreggiava il branzino della valle del Lovo e gli gnocchi gratinati con sclopit e urticions. Una proposta gastronomica che il cantante toscano ha dimostrato di apprezzare. Come del resto i tanti ospiti che dalle 18 all’inizio del concerto hanno affollato l’area ristorazione.
La platea si è riempita ben presto, malgrado la pioggia avesse allagato varie aree del piazzale sul quale brulicavano le forze dell’ordine, intente a fare i briefing accanto ai gruppi della Protezione civile, che hanno schierato 130 persone accanto a una trentina di funzionari. Hanno garantito un supporto alla popolazione presidiando gli accessi e monitorando anche l’area dei parcheggi. Una macchina operativa che è fluita senza intoppi.
A garantire la sicurezza e l’incolumità del pubblico c’erano pure i volontari della Croce Rossa, che dopo aver collaudato la logistica nella giornata di domenica, sono approdati con dieci squadre di soccorritori a piedi, quattro ambulanze e un punto di primo soccorso.
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