Il flash mob per ricordare Giulio Regeni (Foto Bonaventura)
Il flash mob per ricordare Giulio Regeni (Foto Bonaventura)

Dieci anni senza Regeni, sul palco anche la cantante Elisa: «Non una commemorazione ma un atto di speranza»

Ha preso il via la cerimonia per ricordare il ricercatore di Fiumicello, torturato e ucciso il 25 gennaio del 2016. Fiocchi gialli e cartelli in tutto il comune che ospita gli eventi del decennale

Valeria Pace

Ha preso il via la cerimonia per ricordare i 10 anni dalla tortura e uccisione di Giulio Regeni che si tiene alla pista del pattinaggio di Fiumicello, il paese del giovane ricercatore.
Il tutto parte dunque con un piccolo spettacolo. Un flash mob dal titolo "10 anni in giallo onde d'urto". Sullo sfondo un gruppo di giovani con un drappo giallo a dare simbolicamente onde. Una serie di scatole gialle vuote vengono portate a una a una sul palco.

I genitori di Giulio Regeni e l'avvocata Ballerini sul palco (Foto Bonaventura)
I genitori di Giulio Regeni e l'avvocata Ballerini sul palco (Foto Bonaventura)

 

«Con il flash mob vogliamo rappresentare la lentezza della giustizia», ha spiegato Marina Tuni, giornalista e co organizzatrice dell'evento. «Le scatole vuote sono i depistaggi, il muro di gomma e tutto quanto noi del popolo giallo abbiamo dovuto sopportare in questi 10 anni. Ora questo muro lo abbatteremo noi».

 

Dieci anni senza Giulio Regeni, flash mob a Fiumicello

La lettera di Mattarella

Il sindaco di Fiumicello, Andrea Dijust ha annunciato che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato una lettera di contributo alla manifestazione. Ha sottolineato anche che «10 anni non sono attesa, sono un ritardo». «Chiediamo a tutti i rappresentanti istituzionali di lavorare per verità e giustizia. O almeno di non commettere errori, come ho visto negli ultimi tempi», ha affermato.

Anniversario Regeni, la lettera del presidente Mattarella: «La morte di Giulio è una ferita aperta»
La redazione

Collegata la mamma di Alberto Trentini

Anche la mamma di Alberto Trentini è in collegamento, ha fatto sapere Beppe Giulietti coordinatore di Articolo 21 dal palco. Così anche la famiglia di Ilaria Alpi «da 30 anni senza verità e giustizia», e anche Mario Paciolla ucciso in Colombia e infine la famiglia di Andrea Rochelli, ammazzato in Ucraina. «Ai giovani dico non fatevi mai fregare da quelli che dicono: "tutto quello che fate non serve a niente. Non è vero. Se no tutto questo sarebbe sparito come sabbia». Giulietti ha aggiunto: «Non è che il giorno della sentenza il nostro compito sarà finito Continueremo a lavorare per tutti i Giuli e le Giulie del mondo». 

Elisa al fianco dei genitori di Giulio Regeni: «Non una commemorazione, ma un atto politico di speranza»

Parole misurate, senza retorica, ma dense di significato. Elisa è salita sul palco insieme ai genitori di Giulio Regeni in occasione del decennale della morte del ricercatore friulano, scegliendo di parlare con il rispetto e la profondità che un momento simile impone.

«È difficilissimo trovare le parole giuste – ha detto – senza fare retorica, senza aggiungere cose che non servono». Elisa ha ringraziato la famiglia Regeni per l’esempio che continua a offrire: «Il loro comportamento è veramente esemplare sotto tanti punti di vista ed è per me, e per molti, di grande ispirazione».

Nel suo intervento, la cantante ha ricordato come in questi anni molti abbiano seguito la vicenda di Giulio, il suo lavoro, la battaglia della famiglia e del cosiddetto “popolo giallo”, schierato dalla parte della trasparenza, della democrazia, della ricerca e della difesa dei diritti umani.

«Essere qui oggi è un onore – ha sottolineato – perché questa non è una commemorazione, ma un atto politico». Un atto che, ha spiegato, ha anche un dovere morale: quello di portare avanti il valore della speranza. «La speranza come atto politico».

Citando le parole di Hannah Arendt, Elisa ha ricordato che «non c’è futuro senza speranza e che l’unica vera sconfitta è l’apatia». Da qui il senso della sua presenza sul palco: «Sono qui per affermare che nel mio cuore, così come in quello di tantissime altre persone, c’è ancora speranza, nonostante tutto».

Secondo l’artista, l’iniziativa dedicata a Giulio Regeni rappresenta «un anello di una catena di valori che resiste, persiste e continua a fare la sua parte». E ha concluso con uno sguardo rivolto al futuro: «Se un giorno vivremo in un mondo più evoluto, capace di mettere al primo posto la cura del pianeta, di tutti gli esseri viventi e dei loro diritti, dovremo dire grazie anche a questo atto politico. E a tanti altri come questo».

Gli ospiti

Attesi, tra gli altri ospiti, don Luigi Ciotti, Alessandro Bergonzoni, Pif, Gherardo Colombo ed Elly Schlein. A seguire la proiezione del documentario Giulio Regeni. Tutto il male del mondo di Simone Manetti e una camminata dei diritti lungo le vie del paese. Alle 19.41, ora in cui il 25 gennaio 2016 Giulio inviò il suo ultimo messaggio dal Cairo prima di essere rapito, verrà osservato un minuto di silenzio nel piazzale dei Tigli.


PER APPROFONDIRE


Il ricordo in paese

Alle vetrine dei negozi sono appesi nastri e coccarde gialle, il colore simbolo della mobilitazione civile per Giulio Regeni. Altri fiocchi dello stesso colore spiccano nei dehors dei bar e lungo tutta la via principale del paese natale del giovane ricercatore rapito, torturato e ucciso in Egitto.

A 10 anni esatti dalla sua scomparsa, oggi Fiumicello, in provincia di Udine, si tinge di giallo.

"Verità e giustizia per Giulio Regeni-10 anni con Giulio" si legge nei cartelli esposti da negozi e locali. 


Il popolo giallo

In queste ore il "popolo giallo" sta cominciando ad arrivare a Fiumicello, anche per visitare la mostra 'Giulio continua a fare cose… - Il Popolo giallo: una storia collettiva', allestita nella sala consiliare del municipio. L'esposizione ripercorre dieci anni di presenza, voci e gesti collettivi, trascorsi a chiedere verità e giustizia per Regeni. Attraverso disegni, immagini, oggetti, installazioni e video, l'allestimento - a cura di Paola Deffendi, Claudio Regeni e Marina Tuni, in collaborazione con il Comune di Fiumicello Villa Vicentina e con il collettivo Giulio Siamo Noi - racconta una storia fatta di persone, piazze, simboli. "La verità si conosce, manca la giustizia", scrive uno dei visitatori sull'albo delle presenze. "Orgoglioso di essere venuto per unirmi a tutta la comunità gialla. Verità a tutti i costi", puntualizza un altro

 

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