Il finto Cup: ecco come funziona la truffa che ti svuota il credito telefonico

Dilaga la truffa del falso centro prenotazioni: la probabilità che chi riceve il messaggio abbia realmente una visita in programma è molto alta

Rossana Santolin
Alcune delle truffe più comuni che appaiono sui nostri smartphone
Alcune delle truffe più comuni che appaiono sui nostri smartphone

Il telefono della sezione della polizia postale di Treviso squilla all’impazzata dalla mattina alla sera. Il personale dell’ufficio – drammaticamente sotto organico, ma questa è un’altra storia – fatica a starci dietro. Le truffe online si moltiplicano, aumentano per numero e varietà.

L’ultima trovata fa leva sulla salute, si chiama truffa del Cup, potremmo chiamarla la truffa delle visite mediche, e a Treviso sta dilagando tanto che solo all’ufficio di piazza Vittoria si parla di almeno 10-15 segnalazioni al giorno solo per questo genere di truffa. La vittima, presa dal senso d’urgenza, chiama e allo scatto della telefonata si vede prosciugare il credito telefonico.

Cosa sta succedendo

Su mille utenti raggiunti la probabilità che almeno un terzo abbia una visita medica prenotata in ospedale è alta, e così la gente ci casca. «Si prega di contattare con urgenza i nostri uffici Cup, Centro Unico Polivalente per informazioni che la riguardano» recita il messaggio contenente un falso numero verde da chiamare. Molti, presi dalla paura di perdere l’appuntamento che si attende da mesi, chiamano il numero indicato nel messaggio. Allo scatto della risposta si resta a lungo in attesa, il tempo necessario per permettere al truffatore di prosciugare il credito telefonico della vittima.

Prerogativa per sottrarre il denaro è che sul numero della persona sia attiva la tariffazione a valore aggiunto (Vas). In ambito commerciale e tecnologico, questo modello si distingue perché applica un costo per la chiamata a numeri speciali (899) che applicano un sovrapprezzo. La vittima resta in attesa a lungo fino a quando il credito si esaurisce.

Si parla di piccole somme perse, ma che sommate fruttano cifre enormi ai truffatori, spesso uniti in compagini strutturate che agiscono dall’estero – vedi il fenomeno delle “Scam cities” in Asia, ovvero le città delle truffe – altre volte con diretti collegamenti alla criminalità organizzata.

Cosa fare se si cade in trappola? Gli esperti consigliano di chiamare il proprio operatore e far disattivare la Vas. Il passo successivo è un modulo di reclamo al CoReCom (Comitato regionale per le Comunicazioni, organo funzionale ad Agcom). Per la sola truffa del Cup le segnalazioni all’ufficio della postale trevigiano sono centinaia ogni mese e si sommano ad altre tipologie di raggiro.

Non rallenta, tra le altre, la diffusione della truffa dello Spid. Un caso recente ha coinvolto un ex insegnante di Castelfranco, cui sono stati sottratti 10 mila euro con la clonazione dell’identità digitale. Ai truffatori è bastato mettere le mani su una copia della carta d’identità.

Giovani e trading online

Le cifre rubate lievitano quando si entra nella sfera del falso trading online. Il fenomeno si è diffuso in maniera vertiginosa negli ultimi due anni passando dal 26% del totale dei casi di truffa trattati a livello nazionale nel 2023 all’80% nel 2024 (dato dall’ultimo Report della polizia postale per la sicurezza cibernetica). Risparmiatori, professionisti ma anche giovani, la fascia di popolazione esposta al fenomeno è ampia.

La polizia postale, anche con progetti mirati nelle scuole, mette in guardia gli adolescenti dalla prospettiva di soldi facili in particolare con la compravendita di azioni e cripto-valute, un universo sempre più accessibile attraverso app per lo smartphone. Le autorità mettono in guardia sulla crescente gamification delle piattaforme di investimento online, con interfacce accattivanti e ispirate al mondo dei videogiochi per rendere l’esperienza coinvolgente per i giovani.

Miraggio guadagni facili

Non sono al sicuro neanche professionisti del settore come prova l’operazione della guardia di finanza di Venezia che nel 2023 ha denunciato 54 persone appartenenti ad un’organizzazione criminale che fra Veneto e Friuli ha truffato 34 persone, perlopiù imprenditori e liberi professionisti, con la promessa di guadagni facili. Le cifre sottratte illecitamente superano i 5 milioni di euro. Dietro c’era una struttura “a geometria variabile” che si serviva di piattaforme online create ad hoc.

Il primo contatto avveniva con una telefonata e puntava a persuadere gli investitori che sulla fiducia versavano denaro sui conti correnti all’estero collegati a società in apparenza solide e affidabili. Le vittime investivano prima piccole somme che inizialmente fruttavano interessi incoraggianti, spingendo l’investitore a impegnare somme sempre più cospicue che finivano in conti svizzeri mentre i trader si rendevano irreperibili.

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