Finto attentato a Enego, don Patriciello perdona Adriano Cappellari: «Racconta la verità»

Dopo l'inchiesta della Procura di Vicenza sul presunto attentato e le false minacce, don Maurizio Patriciello rompe il silenzio e si rivolge ad Adriano Cappellari: «Paga il tuo debito con la giustizia, chiedi perdono». Il giovane aspirante cronista chiederà di essere interrogato dal pm

La redazione
Don Patriciello con Adriano Cappellari
Don Patriciello con Adriano Cappellari

Mantiene il silenzio Adriano Cappellari, il ventenne aspirante cronista vicentino che per la Procura si è inventato lettere minatorie e un attentato incendiario alla sua casa di Enego, sull'Altopiano di Asiago (Vicenza).

Un silenzio che invece viene rotto da don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano tirato in ballo e ingannato a sua volta, che lo invita a fare pace con se stesso e lo perdona.

Il ventenne è intenzionato a chiedere un interrogatorio al sostituto procuratore Alessia Grenna, titolare dell'indagine, per chiarire la sua posizione. La magistratura gli contesta i reati di simulazione, incendio, calunnia, procurato allarme e truffa in danno di ente pubblico, quest'ultimo reato per aver indotto lo Stato a fornirgli una scorta. Il suo avvocato Roberto Rigoni Stern ha aggiunto che chiederà la visione degli atti quanto prima, per avviare il confronto con il pubblico ministero.

Il giovane, collaboratore di alcune testate locali, aveva denunciato di essere finito nel mirino della criminalità organizzata, poi aveva ristretto il raggio d'azione a non precisati "residenti". Oltre alle minacce di morte arrivate via lettera per la sua amicizia con don Patriciello - e con offese anche alla premier Meloni - a maggio aveva subito l'attentato incendiario. A incastrarlo le immagini delle telecamere la notte del rogo, da cui emergeva una figura simile a lui per corporatura; poi le tracce dell'acquisto in rete delle bombolette di gas e di bottiglie di alcol pochi giorni prima.

Una serie di elementi che Cappellari dovrà spiegare al pm.

Attentato falso, incendio al portone e minacce: indagato il collaboratore del settimanale di Enego
La redazione
Attentato falso, cronista indagato per simulazione e calunnia

Intanto, con delicatezza e attenzione, don Maurizio Patriciello si è rivolto direttamente al giovane, esprimendogli il proprio perdono e invitandolo a non lasciarsi andare. Ricorda il "giovane giornalista dalla faccia pulita" che "conobbi a un incontro a Enego, al quale ero stato invitato dal parroco, don Federico Meneghel. Intelligente, educato, preparato. Mi faceva tenerezza questo ragazzo costretto a subire prepotenze. Mi facevano rabbia i vigliacchi anonimi che lo minacciavano".

Don Maurizio racconta di essere rimasto "basito" da quanto accertato dalla Procura di Vicenza, "una cosa tanto grave e tanto stupida", ma si dice "contento che si sia arrivati alla fine di questa storia. Resta l'amarezza nel constatare che il male non vuol morire. E attacca tutti. E si intrufola dappertutto. E insozza tutto. Sono addolorato. Adriano - dice infine direttamente al ventenne - se questa accusa sarà confermata paga il tuo debito con la giustizia. Racconta tutta la verità. Chiedi perdono. Rialzati. Ricomincia a vivere".

Riproduzione riservata © il Nord Est