Autostrade a numero chiuso contro i troppi morti, Monaco: «Difficile da attuare»
Il presidente di Autostrade Alto Adriatico apre al confronto anche per l’A4. La proposta è arrivata dall’associazione Familiari e vittime della strada: «Impegnati ogni giorno a migliorare e stiamo anche studiando nuove misure»

Negli ultimi 22 anni il traffico autostradale è aumentato costantemente e, nonostante questo, il tasso di incidentalità si è ridotto, scendendo al di sotto della media nazionali anche grazie ai recenti interventi effettuati sul fronte della sicurezza da Autostrade Alto Adriatico che ha investito milioni di euro per adottare tutta una serie di iniziative finalizzate a ridurre il numeri di sinistri.
Il presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco si dice comunque pronto a confrontarsi con l’Associazione Familiari e Vittime della Strada senza però nascondere che «tecnicamente la soluzione del sistema di ramp metering, proposta dall’associazione, non appare di facile attuazione».
La terza corsia
Sul fronte della sicurezza, l’intervento maggiore è la costruzione della terza corsia dell’A4 nel tratto tra Quarto d’Altino a Villesse, comprensivo della trasformazione del raccordo Villesse – Gorizia in autostrada A34, completato per 76 chilometri con fondi propri della società concessionaria e senza contributi dello Stato.
La posa di doppi filari di barriere di sicurezza centrali che attutiscono l’urto dei mezzi pesanti cercando di impedire loro i pericolosi salti di carreggiata ha consentito di ridurre di oltre il 50% gli incidenti diventati a tre corsie.
La tecnologia
Nel tratto tra Quarto d’Altino e San Donà di Piave già a tre corsie sono stati installati sofisticati dispositivi in grado di rilevare in maniera automatica gli eventi anomali (Aid, acronimo che sta per Automatic Incident Detection) facendo dialogare fra loro i radar e le telecamere e permettendo di trasmettere in tempo reale gli eventi (incidenti, code, veicoli fermi, mezzi pesanti che perdono il carico) direttamente al Centro radio informativo, pronto a sua volta ad allertare l’intera macchina operativa d’emergenza.
Accanto a ciò sono state implementate le telecamere (265) che monitorano il traffico e le porte con telepedaggio (da 3 nel 2024 a 60 nel 2026) che consentono di velocizzare i flussi ed evitare le code ai caselli.
I numeri
Tutte queste soluzioni hanno portato a un risultato evidente: dal 2003 a oggi il tasso di sinistrosità sull’intera rete è passato da 11,5 incidenti con danni alle persone per 100 milioni di veicoli al chilometro agli attuali 3,7 (al di sotto della media nazionale pari a 6,2).
Allo stesso modo nel tratto a due corsie tra Portogruaro e San Donà si è abbassato il tasso di sinistrosità con danni alle persone che è passato dai 6,9 incidenti per 100 milioni di veicoli al chilometro del 2025 ai 4,8 attuali, per la prima volta al di sotto della media nazionale.
Dialogo
«Siamo impegnati ogni giorno per migliorare il servizio – afferma il presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco -. Accogliamo quindi con favore le idee e le proposte che ci arrivano dall’esterno, come quelle presentate dall’Associazione Familiari e Vittime della Strada.
Siamo pronti a sederci attorno a un tavolo per esaminare nuove misure, anche se siamo consapevoli che tecnicamente la soluzione di ramp metering proposta dall’associazione, non appare di facile attuazione in quanto gran parte del traffico non arriva dai caselli secondari ma dai flussi est - ovest dell’autostrada A4 e quindi coinvolge utenti che arrivano da lontano, con lunghe percorrenze.
Dal canto suo Autostrade Alto Adriatico è pronta a fare la sua parte e stiamo già studiando ulteriori misure, da condividere con la polizia stradale, in funzione anche dell'imminente avvio dei cantieri della terza corsia della A4 nel tratto tra Portogruaro - San Donà».
Stop ai cantieri
Veneto Strade spa, società controllata da Regione Veneto che gestisce 1.900 chilometri di rete viaria regionale e provinciale, nel frattempo ha deciso di sospendere per tutto il mese di agosto i cantieri sulle strade interessate dall’esodo estivo, rispettando comunque i cronoprogrammi già previsti, ha annunciato Giuseppe Franco, direttore generale della società, e senza ritardare i lavori.
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