La lettera di don Ciotti a Trentini: «Bentornato, figlio di un’Italia che crede nella pace»

Lo scritto del fondatore dell’associazione Libera per salutare la liberazione del cooperante veneziano dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela

Don Luigi Ciotti
Don Luigi Ciotti
Don Luigi Ciotti

Riportiamo il testo integrale della lettera scritta da don Luigi Ciotti e indirizzata ad Alberto Trentini nel giorno della sua liberazione (lunedì 12 gennaio) dopo 423 giorni di detenzione nel carcere Rodeo I a Caracas, in Venezuela, senza un’accusa formale. Lo scritto è stato pubblicato sui canali social dell’associazione Libera.

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Bentornato, carissimo Alberto!

E’ una gioia indescrivibile saperti libero e pronto a rientrare in Italia, dalla tua famiglia e dai tuoi amici. Ti siamo stati famiglia in tanti, in questo periodo di ingiusta e durissima detenzione. Non avevamo il potere di riportarti a casa, ma sentivamo il dovere morale di sollecitare ogni giorno, a gran voce, chiunque fosse in grado di intervenire.

Il tuo nome, il tuo sorriso, la tua forza nel sopportare una prigionia senza motivo, ci hanno accompagnati in quest’anno di attesa sempre più febbrile.

L’attesa è finita e adesso non ci stanchiamo di ripeterlo: bentornato, Alberto! Bentornato a te giovane uomo generoso, figlio di un’Italia che crede nella pace, nella libertà, nella dignità di tutti gli esseri umani.

Grazie perché, anche senza poterci parlare, ci hai insegnato qualcosa. 

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