Capodanno alla Fenice, applausi per la musica e spillette di protesta contro Venezi
Il concerto di Capodanno alla Fenice saluta il 2026 tra ovazioni e grandi arie, ma anche con la protesta contro la nomina di Beatrice Venezi. Le spillette dorate indossate da orchestra, pubblico e rappresentanti istituzionali riportano in sala il dibattito

Applausi a non finire, palco reale alzato per il Nessun Dorma e Casta Diva. Ma non c’è solo musica alla Fenice, che saluta con dieci minuti di applausi il 2026.
Il caso Venezi permea il concerto.
E il presidente della Commissione cultura in parlamento Federico Mollicone (Fratelli d’Italia) indossa la spilla dorata dell’orchestra. «Credo sia importante sostenere la lirica in maniera unitaria, per questo indosso la spilletta, perché la interpreto in senso positivo e per la bravura di orchestra e coro. Sono sicuro che il 2026 possa portare un clima di concordia alla Fenice e in generale negli enti lirici sinfonici. Da questo governo c’è un’attenzione senza precedenti rispetto agli altri. Indossando la spilla voglio dimostrare che non c’è chiusura ma apertura: tutti i ruoli devono essere rispettati, sicuramente anche quello del direttore Venezi».
«Questo è un concerto identitario per la Fenice», sottolinea il sovrintendente Colabianchi, «l’obiettivo è portare questo teatro sempre più in alto».

La protesta con le spillette dorate
In apertura di concerto puntini gialli dalla platea e dai palchetti si riflettevano sul palco dove l’orchestra ha intonato il primo brano del concerto di Capodanno della Fenice, la sinfonia dalla “Semiramide” di Rossini.
Erano le spille che orchestra e coro hanno distribuito al pubblico in ingresso, il piumino sopra il completo da concerto, per tenere viva la protesta contro la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale del teatro dall’ottobre 2026. Il pubblico ha preso dalle ceste, appuntato al cappotto e sorriso.
Dal cappotto si è passati al vestito, mentre si entrava in sala: sul podio, spilletta anche per il direttore d’orchestra Michele Mariotti. E, dopo tanti botta e risposta e distanza tra orchestra e governo, il governo che aveva dato forfait alla prima di stagione si è presentato in teatro: di fianco al presidente della fenice e sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, infatti, c’era il sottosegretario al ministero della Cultura con delega alle fondazioni lirico sinfoniche Gianmarco Mazzi e il presidente della commissione Cultura Federico Mollicone. Ad accoglierli, il sovrintendente Nicola Colabianchi.
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