Compiti a casa e verifiche in classe: ecco cosa prevedono le nuove regole del Ministero

Stop ai compiti segnati solo sul registro elettronico dopo l’orario di lezione, sì all’uso del diario cartaceo come metodo per responsabilizzare i ragazzi. E niente più verifiche concentrate in un solo giorno. La nuova circolare di Valditara detta la nuove linee per i docenti

Rubina Bon

Compiti a casa e verifiche in classe. Dopo la novità sul consenso informato per le lezioni di educazione affettiva e sessuale, a partire da quest’anno scolastico il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha varato un vademecum per i docenti su due degli aspetti che più caratterizzano l’insegnamento e che possono essere motivo di attrito con le famiglie. Ovvero i compiti per casa e le verifiche in aula. 

Nei giorni scorsi dal Ministero è stata inviata a tutte le scuole di ogni ordine e grado una nota nella quale si fa chiarezza e si dettano nuove regole. Che, va detto, dovrebbero essere messe in pratica dagli insegnanti con il controllo dei dirigenti scolastici, come si specifica nel documento.

Compiti per casa

Pagine di espressioni, temi, capitoli di storia da studiare. E ancora disegni e traduzioni e chi più ne ha, più ne metta. Una croce per molti studenti (e per le famiglie), un piacere per altri. Di certo un passaggio necessario nello studio.

«I compiti a casa sono uno strumento importante per consolidare quanto appreso in classe, favorire la riflessione personale e sviluppare l’autonomia degli studenti. Proprio per questo devono essere assegnati con equilibrio e con una corretta organizzazione dei tempi, evitando carichi eccessivi o comunicazioni all’ultimo momento che rischiano di comprometterne la funzione educativa», scrive Valditara ai docenti, «Vogliamo una scuola che insegni ai ragazzi a studiare con metodo, responsabilità e serenità, rispettando al tempo stesso i loro tempi e quelli delle famiglie».

Il ministro ribadisce l’importanza che i compiti vengano segnati sul diario cartaceo dai ragazzi, e non esclusivamente dal docente sul registro elettronico, magari in differita rispetto all’orario delle lezioni. Dovranno essere i dirigenti scolastici a incentivare l’uso del diario cartaceo – anche nell’ottica della responsabilizzazione dei ragazzi – in abbinata allo strumento digitale.

«I compiti dovranno essere assegnati entro il termine dell’orario delle lezioni utilizzando il diario cartaceo ed evitando inserimenti sul registro elettronico nel tardo pomeriggio, in serata o durante il fine settimana che costringano alunni e famiglie a un controllo continuo degli aggiornamenti. In tal senso, il diario costituisce uno strumento per responsabilizzare progressivamente gli studenti nella gestione autonoma dei propri impegni scolastici».

Verifiche in classe

Quante volte è capitato che nella stessa giornata fossero programmate più verifiche, costringendo gli studenti ad un carico di studio (e di stress) importante? Con le nuove regole del ministro ciò non dovrebbe – ma il condizionale è sempre d’obbligo – più succedere.

La nota richiama infatti la necessità di una programmazione collegiale delle prove di verifica, «così da evitare la concentrazione di più prove nella stessa giornata e garantire una distribuzione equilibrata del carico di lavoro nell’arco della settimana».

Dal canto loro, i dirigenti scolastici sono invitati a promuovere nei collegi dei docenti «una riflessione sull’organizzazione di compiti e verifiche ispirata a criteri di ragionevolezza, equità e proporzionalità, favorendo anche la disconnessione degli studenti dai dispositivi digitali». 

Riuscirà la scuola italiana, con i suoi mille problemi a partire dal personale precario, a far proprio questo vademecum?

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