Biennale di Venezia, l’Ucraina sanziona cinque rappresentanti del padiglione russo

La presenza della Russia alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale, che inaugurerà il prossimo 9 maggio, continua a sollevare polemiche

Camilla Gargioni
Il Padiglione Russia alla Biennale di Venezia
Il Padiglione Russia alla Biennale di Venezia

L’Ucraina ha imposto sanzioni a cinque rappresentanti del padiglione russo alla Biennale di Venezia.

Lo annuncia, attraverso un post pubblicato sui social, la ministra alla cultura ucraina Tetyana Berezhna e commissaria del padiglione alla Biennale: «Sono direttamente coinvolti nella promozione di progetti culturali sostenuti dallo Stato legati alla propaganda, al complesso militare-industriale e alla normalizzazione dei crimini di guerra. La Russia non deve utilizzare piattaforme culturali globali per legittimare la guerra».

La presenza della Russia alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale, che inaugurerà il prossimo 9 maggio, continua a sollevare polemiche: se da un lato il ministero della cultura ha chiesto carte e documenti, dall’altro il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco resta fermo sulla posizione di apertura, sostenuta nei giorni scorsi di nuovo anche dal sindaco di Venezia e vicepresidente della Biennale Luigi Brugnaro.

Ora, la mossa dell’Ucraina. «Continuiamo a lavorare per impedire alla Russia di partecipare alla Biennale di Venezia. L’Ucraina ha imposto sanzioni contro cinque rappresentanti del padiglione russo.

La decisione è stata messa in vigore dal decreto del Presidente dell’Ucraina», spiega Berezhna.

In precedenza, il ministero della cultura ucraino ha avviato l’applicazione di sanzioni nel quadro della protezione degli interessi nazionali e della sicurezza delle informazioni dell’Ucraina».

L’elenco comprende cinque cittadini della Federazione Russa che sono coinvolti nell’attuazione del padiglione:

Anastasia Karneeva, commissario del padiglione, Mykhailo Bystroy che ne è il curatore, Artem Nikolaev, Ilya Tatakov e Valeria Oliynyk sono membri del team.

«Voglio ringraziare la società internazionale di intelligence strategica Molfar, che in tempo di record ha analizzato e fornito informazioni su 34 partecipanti al padiglione russo. È stato questo studio che è diventato la base per l’ulteriore lavoro del team del Ministero della Cultura», continua Berezhna, «le sanzioni includono il congelamento dei beni, il divieto di ingresso nel territorio dell’Ucraina, la cessazione degli scambi culturali e la restrizione dell’attività economica.

Questa decisione fa parte del lavoro sistematico dell’Ucraina per impedire alla Russia di utilizzare piattaforme culturali internazionali per legittimare la guerra e imbiancare la guerra».

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