Il ministro Giuli diserta la Biennale Arte: non ci sarà all’inaugurazione
Una nota fredda del Mic annuncia che il ministro non parteciperà nemmeno ai giorni della pre- apertura.

Uno strappo che conferma il gelo di queste ultime settimane: è ufficiale, il ministro alla Cultura Alessandro Giuli non parteciperà né alla cerimonia di inaugurazione della Biennale Arte né verrà durante i giorni della preapertura. Una scure che recide il filo già sottilissimo che legava il governo all’ente di Ca’ Giustinian da quando è stata annunciata la presenza della Russia con il suo padiglione, con le file serrate dalla premier Giorgia Meloni («Il governo è contrario al padiglione russo», ha detto) da cui sguscia via senza troppe cerimonie la Lega. Il ministro alle Infrastrutture e leader del Carroccio Matteo Salvini, qualche giorno fa, ha detto nero su bianco che all’inaugurazione «ci sarà». Giuli, invece, sceglie ancora una volta la freddezza di quattro righe di nota, dritta dall’ufficio comunicazione di via del Collegio Romano.
I deputati del M5S a Ca’ Giustinian
D’altronde, dopo l’ultimo incidente diplomatico in cui Meloni è stata insultata dalla televisione russa, la posizione di contrarietà all’ospitare il padiglione russo non poteva che consolidarsi. Insieme alla Lega, intanto, si è aggiunto il M5S a sostenere l’irremovibile presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, che ha ricevuto nella giornata del 24 aprile a Ca’ Giustinian i deputati Gaetano Amato ed Enrico Cappelletti. «Il presidente ta preparando la risposta alla Ue. Si sta attenendo a quella che è la Carta dei diritti, la garanzia verso chiunque di poter esprimere pareri, pensieri, opinioni», dicono i deputati, «paragona Biennale alle Nazioni Unite. Un’istituzione che si può considerare l’Onu dell’arte».
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