L’ambasciatore Usa: «Trump-Meloni, una battuta non può guastare il rapporto, siamo solidi alleati»

L’ambasciatore statuinitense Tilman J. Fertitta ha incontrato la stampa a bordo del suo yacht a Venezia: «La vostra premier fa le scelte migliori per il suo popolo. Qualche differenza di veduta è normale ma nulla cambia nei rapporti fra di noi. L’Iran? Chiedete a loro quando smettono di attaccarci»

La redazione
L’ambasciatore statuinitense Tilman J. Fertitta
L’ambasciatore statuinitense Tilman J. Fertitta

Più che uno yacht, una nave lussuosa di medio cabotaggio che ruba la scena del panorama portuale non appena getta l’ancora. Approdato in riva dei Sette Martiri, a due passi dall'Arsenale gloria e vanto della Serenissima, il "Boardwalk" dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e a San Marino, Tilman J. Fertitta, cattura lo sguardo dei turisti e l'attenzione (non sempre indulgente) dei veneziani allergici ai colossi galleggianti. Tant'è.

L'imbarcazione, omonima del parco texano realizzato dal diplomatico-magnate in Texas, misura 117 metri e può ospitare 22 invitati in una dozzina di cabine esclusive.

Distribuiti su più ponti, trovano spazio due eliporti e altrettante piscine; tre bar, una spa e una palestra, e poi il campo da golf in miniatura, ampie aree prendisole e i saloni destinati a ricevimenti e incontri istituzionali.

Gli interni, arredati con materiali pregiati e mobili di alta gamma, alternano ambienti raffinati e ampie vetrate; l’equipaggio include 42 tra ufficiali, marinai, cuochi, tecnici, personale di servizio.

Tra le barche private più esclusive e tecnologiche in navigazione, ha un valore - spicciolo più spicciolo meno - stimato in 450 milioni di dollari.

Per salire a bordo, giornalisti e fotografi accreditati, sfilano le calzature e superano un fitto (ma cortese) cordone di sicurezza costituito da polizia, carabinieri e security americana. Nello specchio circostante, ronzano due motoscafi della Guardia di Finanza e un battello della questura.

Ambasciatore Fertitta, la sua circumnavigazione della Penisola rappresenta un inedito assoluto in ambito diplomatico. Cosa l'ha determinato e quali obiettivi si propone?

«Ho concepito il Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy Tour come un'occasione di incontrare i miei amici italiani in tutto il Paese e di celebrare insieme i legami che, da generazioni, uniscono le nostre nazioni. Un modo straordinario per festeggiare i 250 anni della nostra indipendenza mentre l’Italia celebra gli ottant'anni della Repubblica. E' la storia di tutto ciò che ci unisce, al di là dei titoli dei giornali, e comprende anche la memoria delle mie radici a Cefalù».

Giunto a Venezia in occasione del Redentore, ha cenato a Palazzo Ducale visitando chiese e musei, si è recato alla Biennale d'Arte e a Murano, ha incontrato personalità delle istituzioni e della cultura. Che impressioni ha raccolto?

«Sono in questa meravigliosa città da alcuni giorni e mi sento molto bene. Osservandone le bellezze artistiche si capisce perché da ogni parte del mondo arrivi gente desiderosa di ammirarla. I fuochi del Redentore sono stati splendidi, sicuramente la laguna di Venezia è il luogo più speciale al mondo e sì, sono stato nell'isola di Murano ma non ho acquistato i famosi vetri. Forse, se avrò un'altra barca ci andremo e ne acquisteremo. Le persone che ho conosciuto, poi, sono state davvero accoglienti e calorose, meravigliose direi».

In verità, non sono mancate le contestazioni e le manifestazioni di protesta nei suoi confronti e, soprattutto, verso il governo che lei rappresenta…

«Beh, mi è già capitato di incontrare gente che non mi vuole, non sono preoccupato. Non so perché ce l'avessero con me, ma con i miei collaboratori abbiamo sorriso: ovunque siamo andati in Italia la gente è stata accogliente e amorevole. A chi ha manifestato, io dico: vivete in un Paese libero e democratico, come gli Stati Uniti, e potete protestare quanto volete. In fondo (sorride ndr) è bello pensare che abbiano protestato per me...».

Venezia, momenti di tensione tra i manifestanti e la polizia durante il corteo contro Fertitta

Le recenti dichiarazioni del presidente Donald Trump, critiche e a tratti sprezzanti verso Giorgia Meloni, hanno deteriorato i rapporti tra Roma e Washington. Qual è la sua opinione?

«Io sono certo che, aldilà di qualche battuta passeggera, le relazioni tra i nostri Paesi sono e resteranno solide, anzi eccellenti, come è sempre stato».

Trump accusa Meloni di aver negato il sostegno alla "liberazione dello Stretto di Hormuz". Ritiene che il contributo italiano all'attacco militare Usa in Iran sia stato adeguato? E perché, nonostante gli annunci della Casa Bianca, l'intesa di pace è naufragata sul nascere?

«L'Italia ha la sua politica estera e la presidente Meloni farà le migliori scelte per il suo popolo, così come il presidente Trump le fa per gli Stati Uniti. Qualche differenza di vedute è normale ma. voglio ribadirlo, nulla cambia nei nostri rapporti. Quanto alla pace in Iran, dovete chiedere a loro quando smetteranno di attaccare. So per certo che la nostra amministrazione non ama la guerra, ma non ama nemmeno i regimi dispotici».

La Costituzione americana protegge la libertà d'informazione come diritto fondamentale. Perché il presidente Trump attacca continuamente i giornalisti?

«Ma no, il presidente è una persona divertente, ogni giorno parla due ore con la stampa, è un leader molto speciale, è affascinante e non ce l'ha con i media, ve l'assicuro».

Sia come sia, le temute elezioni di Midterm si avvicinano…

«Già, è tradizione celebrarle ogni quattro anni... Ma prego, fa caldo, posso offrivi un drink?».

Fin qui Tilman J. Fertitta, che mercoledì 22 luglio saluterà Venezia alla volta di Trieste a bordo dell'ammiraglia pavesata di coccarde bianco-rosso-blù e di tricolori. Personaggio estroverso, alterna la politica al business: di recente, ha acquistato per 17,6 miliardi i cinque casinò top di Las Vegas, con alberghi e ristoranti connessi. Come dire, il vento in poppa.

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