Adunata Alpini a Genova, spuntano i volantini contro le penne nere in città: «Non siete i benvenuti»
Le penne nere friulane e venete replicano ai volantini di protesta: «Sono solo provocazioni isolate, la gente vera è con noi». Il ricordo del soccorso dopo il crollo del Ponte Morandi cementa il legame con la cittadinanza

Un’adunata a ostacoli. Quelli che compaiono tra i carruggi di Genova. Là, tra i vicoli stretti della città di ligure sono apparsi volantini e manifesti contro il raduno nazionale dell’Ana. «Non c’è festa se c’è chi molesta» in un altro su sfondo rosa «Non siete i benvenuti». Sempre là, un gruppo di penne nere è stato vittima di un lancio di barattoli di vetro e una chiesa, quella di San Torpete, domani chiuderà «causa alpini».
«Ma la gente, quella è con noi». Ce lo dicono con orgoglio gli alpini friulani e veneti. Del resto c’è un motivo profondo se l’Ana ha scelto di tornare a Genova, e il motivo ha a che fare con la ferita più dolorosa della nostra storia recente. Quando il ponte Morandi è crollato, otto anni fa, gli alpini con la loro Protezione civile sono stati tra i primi a correre in aiuto. L’ha ricordato anche la sindaca Silvia Salis.
«È un’emozione forte vedere questa distesa di penne nere che, a venticinque anni dall’ultima volta, torna a riempire le nostre piazze e i nostri vicoli – ha addetto all’inaugurazione della cittadella alpina –. Vedere le vostre truppe, i vostri mezzi, ci ricorda che gli alpini sono un pilastro della nostra difesa e del soccorso pubblico. Qui, non vediamo solo macchine e tecnologia, ma vediamo la mano tesa dello Stato che interviene quando il fango o la neve provano a fermarci. O, come qui a Genova dopo il crollo del ponte Morandi, quando tragedie devastano le nostre città e le nostre comunità».
Le penne nere friulane e venete hanno raggiunto Genova dove ieri l’adunata nazionale si è aperta ufficialmente con l’alzabandiera e l’esecuzione dell’Inno di Mameli.
«Abbiamo ricevuto una bellissima accoglienza – commenta il presidente della sezione Ana di Udine Mauro Ermacora – e non ho sentito nessuno che si è lamentato. La città si è riempita di penne nere, si respira una bellissima atmosfera di gioia, ho visto tutti gli alpini felici. I volantini apparsi sono stati fatti isolati, una provocazione gratuita da parte di chi cerca di farsi pubblicità sfruttando la visibilità che ha un evento così importante come da sempre è l’adunata nazionale».
D’accordo anche il presidente della sezione di Padova Carlo Casellato. «Le premesse perchè sia una bella adunata – ha affermato – ci sono tutte. Abbiamo ricevuto dalle persone davvero una bellissima accoglienza. Camminando in centro si percepiva allegria e gioia da parte di tutti. I volantini contro di noi si commentano da soli, chi li ha fatti voleva solo farsi pubblicità gratuita».
E come raccontano gli alpini di Cividale «i bambini di Genova ci stavano aspettando. Evidentemente a scuola gli avevano parlato di noi, ma non ci avevano mai visti. È fantastico poter far conoscere il nostro cappello, la nostra penna anche a questi “bocia” che ci salutano con ammirazione e stupore, pur sapendo poco di noi ma sanno che rappresentiamo il Tricolore. Alla parrocchia di San Nicola da Tolentino dove siamo ospitati sono venuti cinque bambini delle elementari per intervistarci muniti di carta e penna e capire meglio la nostra esperienza».
Ecco i legami che si stringono, le amicizie che nascono, la condivisione, lo stare insieme, essenza di una adunata. Ce lo raccontano anche Umberto Soccal, presidente degli alpini di Belluno e Lino De Prà che ha guidato la sezione fino a marzo. «Non abbiamo sentito alcuna polemica o offesa – affermano – e anzi abbiamo ricevuto una accoglienza davvero sincera e calorosa e questo ci ha resi molto felici, quindi siamo molto soddisfatti e se tutto procede così sarà una bellissima adunata da ricordare. Chi ha scritto quei volantini non merita nemmeno di essere preso in considerazione». L’adunata di mare è cominciata. E il suono dei canti alpini già si sente fino al mare.
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