L’acaro che stermina gli alveari sta entrando in Europa

Il Tropilaelaps, parassita esotico delle api, è stato segnalato vicino al confine europeo. L’IZS delle Venezie rafforza i controlli e lancia l’allarme: ecco perché preoccupa gli apicoltori

La redazione
Acaro delle api, allarme in Europa: il Tropilaelaps si avvicina
Acaro delle api, allarme in Europa: il Tropilaelaps si avvicina

Un acaro esotico, capace di decimare gli alveari, si sta avvicinando ai confini dell'Unione europea. L'allarme arriva dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che con sede a Legnaro, in provincia di Padova, ospita il Centro di referenza nazionale per l'apicoltura, e riguarda il Tropilaelaps mercedesae, un parassita delle api mellifere finora sconosciuto in territorio europeo ma sempre più vicino a varcarne i confini.

Artvin, vicino al confine georgiano

Il campanello d'allarme è scattato dopo la segnalazione della presenza dell'acaro ad Artvin, cittadina della Turchia nord-orientale a ridosso del confine con la Georgia.

Le autorità turche non hanno ancora confermato ufficialmente il ritrovamento, ma un video diffuso dall'associazione di ricerca Phira-Science mostrerebbe un livello di infestazione già elevato, tale da rendere urgenti verifiche ufficiali.

Secondo l'IZS delle Venezie, il dato si inserisce in un quadro che si sta facendo sempre più preoccupante: prima le segnalazioni in Georgia nel 2024, poi in Russia nel 2025, e ora la possibile comparsa in Turchia, oltre a sospette presenze non confermate in Armenia, Azerbaigian e Iran. Una progressione geografica che, spiegano dall'Istituto, testimonia un'espansione dell'acaro verso occidente, cioè in direzione dell'Europa.

Un parassita ancora poco conosciuto

A differenza della più nota Varroa, il Tropilaelaps mercedesae è un acaro originario del Sud-est asiatico di cui si sa ancora relativamente poco, sia dal punto di vista biologico sia per quanto riguarda le tecniche di rilevamento sul campo.

Proprio questa scarsità di conoscenze consolidate rende più difficile intercettarlo per tempo, ed è uno dei motivi per cui l'Istituto sottolinea la necessità di rafforzare da subito diagnosi precoce, sorveglianza mirata sul rischio, protocolli diagnostici condivisi tra i Paesi e capacità di risposta rapida, soprattutto lungo le rotte che potrebbero portarlo in Europa.

Il ruolo del Centro di Legnaro

Il Centro di referenza nazionale per l'apicoltura dell'IZS delle Venezie non si limita a osservare da lontano. Il Centro, forte dell'esperienza già maturata sulle malattie delle api e sui parassiti esotici, partecipa da tempo alla sorveglianza nazionale avviata nel 2026 con un piano specifico dedicato proprio a Tropilaelaps, che affianca quello già attivo contro un altro parassita esotico, l'Aethina tumida (il piccolo coleottero degli alveari).

Il contributo dei tecnici padovani va oltre i confini italiani: nei giorni scorsi, il 17 e 18 agosto, una delegazione del Centro ha partecipato a un workshop pratico organizzato in Kazakistan, un'occasione per trasferire ai Paesi potenzialmente esposti le conoscenze sulla biologia dell'acaro, le tecniche di rilevamento e sorveglianza e le buone pratiche per limitare i rischi legati al trasporto e all'importazione non controllata di api e materiale apistico.

«La situazione attuale – afferma il dott. Mutinellidirettore del CRN per l’apicoltura – dovrebbe essere considerata un campanello d’allarme per le autorità veterinarie e apistiche europee. La possibile presenza di T. mercedesae in Turchia aumenta il rischio di una sua ulteriore diffusione verso l’Europa orientale e, successivamente, anche più ad ovest. L’informazione e la prevenzione non dovrebbero quindi iniziare dopo la prima introduzione confermata in Europa, ma prima che l’acaro raggiunga il territorio europeo. In questo contesto, il Centro di Referenza Nazionale per l’apicoltura italiano è particolarmente ben posizionato per contribuire alla preparazione internazionale, mettendo a disposizione competenze scientifiche e diagnostiche, sostenendo l’armonizzazione delle metodologie di sorveglianza, formando il personale dei Paesi a rischio e favorendo la collaborazione tra autorità nazionali e organismi internazionali.»

Perché riguarda anche l'Italia

 

Il Ministero della Salute classifica già oggi il Tropilaelaps come malattia esotica delle api, non ancora presente sul territorio nazionale, con l'obbligo di notifica immediata al Servizio veterinario dell'Asl competente in caso di sospetta presenza in un apiario.

Le partite di api importate da Paesi extra Ue devono essere accompagnate dai certificati sanitari previsti dalla normativa europea. Un'attenzione che, alla luce degli ultimi sviluppi geografici del fenomeno, l'Istituto di Legnaro invita a non abbassare: la rete di sorveglianza costruita in Italia sui parassiti esotici delle api, esperienza già rodata con l'Aethina tumida, viene ora messa a disposizione anche per prepararsi a un'eventuale introduzione di Tropilaelaps, prima che il problema arrivi davvero a bussare alla porta degli apicoltori italiani.

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