Vintage, il fascino irresistibile della caccia all’affare
Dal Baule del Diavolo di Cividale a Cose d’altri tempi a Piazzola sul Brenta, ecco la mappa dei mercati tra Veneto e Friuli Venezia Giulia in cui rovistare tra bancarelle di stampe, mobili e dischi

Dev’essere il gusto sottile del frugare a renderli così magnetici, quell’intrigante sensazione di caccia prolungata all’oggetto dei desideri (e più polveroso è, più appaga): la passione per le anticaglie - se non proprio universale, di certo di massa - dilaga e surclassa quella per il blasonato antiquariato, sfera da intenditori, spesso d’élite, senza dubbio terreno fertile per una miriade di cultori del genere ma comunque di nicchia.
Tutti ai mercatini di piazza
Mercatini di piazza benvenuti, dunque, in tutte le declinazioni e definizioni possibili, dalle pulci al vintage, fino al mix tra svuota-soffitta-cantina e pezzi rari da catalogazione squisitamente antiquaria, appunto: l’importante è che ce ne sia per tutti i gusti, che ognuno possa trovare la sua speciale, personalizzata avventura di “archeologia domestica” e l’occasione di dilettarsi - all’epifania del cimelio dei sogni - nel sacro rito della trattativa, parte integrante del pacchetto. Numericamente proporzionali alla richiesta, le fiere dell’usato cadenzano i fine settimana in ogni dove, calendarizzate in modo tale da evitare eccessive sovrapposizioni e da offrire continuità di opzioni. Uno sguardo al Nordest, allora, e alle prossime date, partendo dal Veneto.
In Veneto
“Cose d’altri tempi” (in scaletta per domenica 22 ,marzo, come ogni ultima del mese) è uno dei mercatini più grandi d’Italia. Location sono la scenografica piazza antistante villa Contarini Camerini e l’ex jutificio di Piazzola sul Brenta (Padova), dove si radunano oltre 800 espositori.

È uno dei casi in cui l’antiquariato in senso stretto assorbe spazi importanti: mobilio, quadri, monete, lampade, ceramiche e altri preziosi manufatti appartenuti a famiglie nobiliari (ma non mancano, per esempio, i dischi in vinile: pure l’oggettistica vintage ha una degna rappresentanza) compongono un viaggio nel passato in una cornice architettonica di sicuro impatto.
Nella quarta domenica del mese, dunque in quella alle porte, sventaglia il suo mercato d’antiquariato e modernariato anche Valeggio sul Mincio (Verona): tradizione ormai datata, la rassegna invade le vie e le piazze del centro storico con stampe e libri rari, tappeti, ceramiche e argenti inglesi, specchi, cornici, lampadari in vetro soffiato, mobili, pezzi di design, capi vintage, tessuti per l’arredamento, collezioni di numismatica. Chi più ne ha più ne metta, insomma, senza però discostarsi dal fil rouge della qualità e della cura del dettaglio, garantite da un’attenta selezione degli espositori. E poi – concetto che vale per tutte le mete del nostro breve tour di settore – alla tappa fra gli stand si può unire una passeggiata per il centro storico, alla scoperta delle sue bellezze.
Pure Treviso ammicca agli amanti del comparto. Come nei casi precedenti l’appuntamento è per la quarta domenica del mese, quando Borgo Cavour si trasforma nel regno dell’antiquariato, del collezionismo e del vintage. Professionisti e hobbisti propongono stampe e incisioni rare, antichi pizzi e cartaglorie, mobili intarsiati del XVIII secolo, lampadari, raffinate brocche, orologi da taschino e altre meraviglie d’improbabile uso quotidiano ma dal richiamo irresistibile.
A Cerea (Verona) c’è invece il Mercatino della Fabbrica, che il 22 marzo richiamerà 150 espositori nei padiglioni del polo fieristico Area Exp (il ventaglio merceologico spazia dai vinili d’epoca a pezzi di militaria, dal collezionismo all’artigianato e all’handmade), mentre Spresiano (a sua volta la quarta domenica del mese) accoglie una trentina di stand in piazza Rigo; Marghera, infine, presenta in piazza Mercato il Mercatino degli hobbisti, dell’artigianato e dell’usato: qui si potranno trovare, fra l’altro, giocattoli dal sapore passato o trapassato, terrecotte e ulteriori amenità.
In Friuli Venezia Giulia
Spostiamoci in Friuli Venezia Giulia, adesso. Chi non ha mai frequentato Il Baule del Diavolo si organizzi, ne vale la pena (prossima data il 22 marzo, poi ogni quarta del mese): il contesto è Cividale – e qui, più che mai, conviene abbinare alla missione acquisti una passeggiata storico-culturale e anche paesaggistica, perché il Natisone non delude mai – e lo scenario si allarga fra piazza Foro Giulio Cesare, Largo Boiani, piazza Duuomo, Borgo di Ponte.

Un’ampia fetta del centro, insomma, si trasforma in una mega ripostiglio a cielo aperto. Circa 120, con fluttuazioni legate al meteo e al periodo, gli espositori, provenienti da tutta la regione, da quelle contermini e perfino dall’Austria. Curato dalla Pro loco e cresciuto progressivamente, Il Baule del Diavolo è ormai uno dei mercatini dell’usato più noti, apprezzati e dunque affollati della regione.
“Soffitta in piazza” a Pordenone, sempre la quarta domenica del mese, con banchetti carichi dei beni più vari – libri, monete, francobolli e via discorrendo –.
Occhio al meteo
Nota di servizio, in coda: trattandosi, nella quasi totalità, di eventi all’aperto, la maggior parte degli appuntamenti è passibile di modifiche o di rinvii legati alle condizioni meteo di giornata; consigliabile dunque verificare online lo stato dell’arte, per sincerarsi della conferma delle singole proposte per la data d’interesse. —
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