Loredana Bertè live in Friuli Venezia Giulia: «Dobbiamo ribellarci a tutte le ingiustizie»

La rockstar mercoledì 12 agosto in concerto a San Vito al Tagliamento con i brani storici della sua carriera

Cristina Savi
Loredana Bertè
Loredana Bertè

Loredana Bertè non ha mai avuto molta voglia di chiedere permesso. Né alla musica, né al pubblico, né al tempo che passa. E forse è proprio questa ostinata fedeltà a sé stessa ad averle permesso, cinquant’anni dopo l’inizio della sua carriera, di essere ancora una delle figure più riconoscibili della musica italiana. “Ancora ribelle”, del resto, non è soltanto il titolo del tour con cui festeggia questo lungo percorso: è una dichiarazione d’intenti.

Oggi, 12 agosto, Bertè arriva a San Vito al Tagliamento per l’unica data in Friuli Venezia Giulia del tour estivo. Sul palco di piazza del Popolo, nell’ambito di Stelle d’estate, porterà una scaletta che attraversa la sua carriera, da “Sei bellissima” a “Dedicato”, da “Il mare d’inverno” a “Non sono una signora”, passando per “E la luna bussò”, “Folle città” e per i brani più recenti, fino a “Pazza”, con cui nel 2024 ha conquistato al Festival di Sanremo il Premio della critica Mia Martini.

Ad accompagnarla sarà la Bandabertè. Il concerto, organizzato da Zenit con il Comune di San Vito, avrà inizio alle 21 (porte aperte alle 19.30, biglietti su Ticketone e in biglietteria dalle 19).

Alla vigilia del concerto l’abbiamo raggiunta per parlare dei cinquant’anni sul palco, della donna che ha scelto di non addomesticarsi, del prezzo della libertà, della musica come resistenza e di quella sorella, Mimì, che continua a esserle accanto.

Cinquant’anni di carriera e un tour che si chiama “Ancora ribelle”. Ma oggi, dopo averne combinate e cantate di tutti i colori, contro chi o cosa sente ancora il bisogno di ribellarsi?

«Oggi più che mai dobbiamo tenere alta l’attenzione e ribellarci contro tutte le ingiustizie, ce ne sono veramente troppe in giro».

Icona, trasgressiva, provocatrice, rockstar, diva. Quale di queste definizioni le sta più stretta? E quale, invece, si è conquistata a fatica?

«Devo dire che in diva non mi ci ritrovo, rockstar invece l’ho conquistata sul campo con la mia musica, anni di musica in direzione ostinata e contraria».

Ha anticipato battaglie che oggi chiamiamo emancipazione, libertà femminile, autodeterminazione. All’epoca probabilmente non pensava di fare la pioniera. Quanto le è costato essere una donna che non chiedeva il permesso?

«Ho sempre fatto le scelte che ritenevo giuste, essendo sempre me stessa e spesso per questo sono diventata anche scomoda. Ma va bene così se questo è il prezzo per essere liberi e se stessi in ogni occasione».

Sanremo 2024 le ha regalato il Premio della critica, curiosamente con una canzone sulla propria identità, sulle proprie contraddizioni e sul diritto di essere se stessi. La critica, il pubblico hanno finalmente ha imparato a capire Loredana o è Loredana che ha finalmente smesso di preoccuparsi di essere capita?

«Ci tengo a dirlo, il Premio della critica Mia Martini per me è il premio più grande in assoluto, finalmente l’abbiamo riportato a casa. Per questa domanda posso poi ricordare Ivano Fossati che su Rolling Stone parlando di me ha detto “la Bertè non si discute a meno di non aver capito niente di lei”. Mi ha fatto davvero piacere, una bella sintesi».

Lei e Mia Martini… Quando oggi sale sul palco c’è ancora un momento in cui sente la sua presenza accanto a sé o il tempo ha trasformato anche quel dolore in qualcosa di diverso?

«L’ho detto in ogni occasione e lo ripeto, Mimì è sempre, sempre, sempre con me sul palco e nella vita».

 

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