Nastri d'Argento 2026, il cinema del Nordest conquista otto premi

A Battiston il riconoscimento di miglior attore di commedia. Premiata anche Manfrida per il film ambientato tra le montagne friulane. Sossai a mani vuote

Elena Grassi
Giuseppe Battiston con Antonio Albanese e gli altri protagonisti del film "Lavoreremo da grandi"
Giuseppe Battiston con Antonio Albanese e gli altri protagonisti del film "Lavoreremo da grandi"

Benché il golden boy dei David Donatello, il regista bellunese Francesco Sossai, con il suo “Le città di pianura” sia uscito a mani vuote dai Nastri d’Argento 2026, varie opere ambientate in Friuli Venezia Giulia e in Veneto o di autori del territorio, portano a casa ben otto riconoscimenti che tengono alto il valore artistico del cinema nel Nordest.

Il Sindacato nazionale dei critici cinematografici italiani, che da Ottant’anni assegna questo premio (il più longevo ancora attivo in Italia), ha conferito il Nastro d’Argento al miglior attore di commedia a Giuseppe Battiston per la sua interpretazione in “Lavoreremo da grandi” di Antonio Albanese, mentre il premio speciale Graziella Bonacchi per il talento emergente femminile è andato ad Adalgisa Manfrida, protagonista del film "Ultimo Schiaffo" del regista goriziano Matteo Oleotto, ambientato nello scenario di un insolito Natale tra le montagne friulane.

Ben tre Nastri d’Argento al miglior esordio, “Primavera” di Damiano Michieletto, la storia di Vivaldi all’orfanotrofio dell’Ospedale della Pietà di Venezia, che oltre al premio per l’opera prima vince anche per la musica di Fabio Massimo Capogrosso e i costumi di Mara Rita Barbera e Gaia Calderone.

Il premio per la migliore scenografia è andato a Gaspare De Pascali e Carlotta Desmann per “Duse” di Pietro Marcello, che lo ha girato in gran parte a Venezia, dove ha ritratto la vita e l’opera della divina attrice Eleonora Duse.

Il Nastro per il miglior soggetto è andato a Jacopo Del Giudice, Paolo Strippoli (anche regista del film) e Milo Tissone per “La valle dei sorrisi”, horror ambientato nel tarvisiano.

La regista triestina Laura Samani è stata invece tra le otto donne del cinema italiano omaggiate per l’Ottantesimo anniversario del premio.

I premi nazionali: Sorrentino vince otto Nastri

A livello nazionale, grande incetta di riconoscimenti è stata fatta da Paolo Sorrentino con “La grazia”, che vince otto Nastri su nove candidature, tra cui miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura, miglior attore protagonista a Toni Servillo (ex aequo con Valerio Mastandrea per “Cinque secondi” di Paolo Virzì), miglior attrice protagonista ad Anna Ferzetti e non protagonista a Milvia Marigliano (oltre alla miglior fotografia a Daria D’Antonio e al sonoro ad Emanuele Cecere e Mirko Perri).

Il re del box office “Buen Camino” di Gennaro Nunziante con Checco Zalone vince il ‘Nastro dell’anno’. Un altro film campione al botteghino, “La vita va così” di Riccardo Milani, sul pastore sardo che si oppone alla speculazione edilizia turistica della spiaggia dove vive, ha conquistato il Nastro d’Argento per la miglior commedia.

Anche il cantante Mahmood è salito sul palco del teatro Argentina di Roma, per aver interpretato la Migliore canzone originale “Le cose non dette” da lui scritta con Marcello Grilli e Paolo Buonvino per l’omonimo film di Gabriele Muccino.

Riproduzione riservata © il Nord Est